Crisi Gaia, scontro tra ministero e Regione

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Si infittisce di ombre e misteri la vicenda Gaia all'indomani della proclamazione dello stato di agitazione in azienda. Di certo rimangono solo i ritardi. E non parliamo solo dei pagamenti degli stipendi, rinviati ormai a una data ancora da definire.

Lo scorso 31 gennaio Lazio Ambiente, la nuova società rilevatrice di Gaia, avrebbe dovuto formulare un'offerta di acquisto, ma, secondo fonti sindacali, il presidente Mario Marotta avrebbe chiesto una proroga al 27 febbraio. Mercoledì scorso (28 febbraio) il direttore generale del ministero delle Attività produttive Bianchi avrebbe telefonato alla Regione per chiedere spiegazioni sui ritardi. Per la nuova offerta servirebbe più tempo. Marotta avrebbe infatti chiesto altri 15 giorni. Si arriverebbe così al 15 marzo. Nel frattempo il ministero avrebbe ordinato di preparare e pubblicare il vecchio bando di gara. In teoria il commissario straordinario Andrea Lolli sarebbe obbligato a rispettare le prescrizioni del governo aprendo così l'azienda al mercato. Forse però, più concretamente, dietro i giochi e le pressioni, sia di parte tecnica che della politica, ci sarebbe la volontà di spingere la Regione a intervenire il più presto possibile. Unanime ieri il coro di sindacati e politici.

«I motivi di questa scelta restano un mistero – spiega il deputato del Pd Renzo Carella. Non vogliamo pensare che la Regione abbia giocato ma la mancata offerta che assicurava l'ingresso diretto nella gestione dei rifiuti e il promesso mantenimento dei 500 posti di lavoro ci lasciano pensare che sia stata tutta una burla». A difesa della Polverini è sceso invece ancora una volta il sindaco di Colleferro Mario Cacciotti. «Attenzione a prendere per buone voci di piazza e mistificare l’azione della Polverini – spiega il sindaco in una nota. La presidente, anche sollecitata dal sottoscritto, ha fatto qualcosa di realmente concreto per il Gaia creando Lazio Ambiente e sono sicuro che manterrà gli impegni presi».

Carmine Seta