Albano – Omicidio Crespi, la svolta: tre arresti

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Giallo risolto sul 56enne aggredito nel 2010*Il suo arrivo, praticamente agonizzante, al pronto soccorso di Albano aveva fatto subito comparire il colore giallo attorno alla vicenda. Il 29 ottobre del 2010 un 56enne, Giorgio Crespi, di Velletri era stato “scaricato” presso il nosocomio castellano in condizioni gravissime da un uomo che si era dileguato poco dopo per motivi misteriosi.

Il 56enne era stato trasportato presso l’ospedale di Tor Vergata dove era morto dopo circa un mese di agonia. Sin da subito le condizioni dell’uomo non avevano fatto pensare ad un malore, ma piuttosto gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di Albano diretto da Erminio Massimo Fiore sospettavano fortemente di un’avvenuta aggressione ai danni del cittadino di Velletri. Da quel momento, così, è scattata un’articolata e approfondita indagine sul caso che ha portato ieri all’arresto di tre uomini: A.F., di 51 anni e R.P. di 40, entrambi di Velletri, oltre che di G.G., 29enne romano. Tutti gli arrestati erano già pregiudicati e ora dovranno difendersi dall’accusa di omicidio preterintenzionale in concorso. Il lavoro degli investigatori del commissariato di Albano, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Velletri, si è concentrato in maniera approfondita sui trascorsi giudiziari della vittima, le sue frequentazioni e gli spostamenti antecedenti l’aggressione. Hanno inoltre osservato con discrezione i partecipanti alle esequie della vittima, tenutesi a Velletri, ricomponendo un puzzle che ha portato a ritenere gli arrestati quali probabili responsabili della morte del 56enne. Alcuni testimoni, chiamati a dare qualche significativo elemento per agevolare le indagini, hanno invece mostrato una forte reticenza tanto che qualcuno di loro aveva provato a fuorviare le indagini ipotizzando per la vittima un infortunio sul lavoro, senza però sapere indicare dove lo stesso si fosse verificato.

Oltre ad una fitta sequela di “testimonianze”, il lavoro degli investigatori ha potuto contare su intercettazioni telefoniche, riscontri elettronici e perquisizioni che hanno portato alla conclusione che i tre sospettati fossero presenti nel luogo in cui poi è accaduto il tragico evento. I tre arrestati, infatti, sono tutti legati tra loro da una specifica dimestichezza di furti ai danni di cassaforti con l’utilizzo di miscele di gas esplosivi. Evidentemente qualcosa quella sera non andò nel verso giusto e causò la violenta aggressione ai danni del 56enne, col successivo (e probabilmente non voluto) decesso. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Velletri: i presunti assassini si trovano attualmente presso il carcere della cittadina veliterna e presto saranno interrogati per capire la loro versione dei fatti.

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