Malagrotta bis, il Tar rinvia ad aprile

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Il Tar rinvia al 18 aprile la decisione sugli esposti di Comuni e associazioni contro il piano Malagrotta bis proposto dal prefetto Pecoraro. Nell'udienza di ieri il presidente del tribunale amministrativo regionale ha promesso una pronuncia a breve sulle istanze istruttorie formulate dai giuristi democratici, avvocati Adami, Sabatino e Bozzi, ivi compresa la richiesta di fornire i dati disaggregati della raccolta differenziata a Roma che oggi interessa oltre 600.000 abitanti, con particolare riguardo alle risorse impiegate ed alle tempistiche per il raggiungimento dei risultati.

«Non si tratta di un mero rinvio – spiegano gli avvocati. Se le istanze istruttorie saranno accolte il collegio avrà a disposizione nuovi importanti elementi per un sereno giudizio in merito a questa delicatissima vicenda. Tutti gli interventi programmati e posti in essere dal commissario delegato – continuano – sono antitetici rispetto ai criteri ispiratori dell’intera legislazione comunitaria e nazionale sui rifiuti e sulle discariche che vedono lo smaltimento in discarica come l'ultima delle soluzioni praticabili dopo la prevenzione, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di altro tipo». Prime risposte potrebbero arrivare oggi in occasione della conferenza dei servizi convocata dal prefetto in Regione sul sito di Corcolle, dove sono giunti ormai a conclusione i rilievi dei tecnici.

Ma sul confronto incombono già la polemiche. Ieri in una nota stampa il comitato Uniti contro le discariche di Corcolle ha parlato di una conferenza «monca». «Dalla convocazione mancano Legambiente e Italia nostra, che aveva avanzato richiesta formale alla quale il prefetto ha risposto negativamente con una lettera autografa – dice il rappresentante Gianni Innocenti. Ma nella convocazione manca, soprattutto, il Comune di Tivoli. La città tiburtina e i suoi abitanti sono coloro sui quali ricadranno gli effetti più pesanti della discarica. La mancata presenza del sindaco e dei tecnici tiburtini – continua – rappresenta, secondo noi un’offesa ad una città famosa nel mondo per la sua storia millenaria e per il suo patrimonio culturale». Sulo caso la Provincia ha già annunciato voto contrario.

Carmine Seta