Righi, parla il bidello: “ragazzi aggrediti e picchiati”

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“I ragazzi sono stati aggrediti e picchiati, insieme a due professori”. A tre giorni dall'aggressione che ha visti per protagonisti tre studenti del liceo Righi, arriva la testimonianza di un bidello della scuola di via Campania, relativamente a quanto avvenuto sabato mattina. Una testimonianza raccolta dal blog “FascinAzione”, di Ugo Maria Tassinari, giornalista osservatore e studioso della destra radicale italiana.

“Io lavoro al Righi, ed i ragazzi sono stati aggrediti e picchiati insieme a due professori e la vicepreside che tentavano di difenderli – ha scritto A. C., classe 1972, sulla pagina Facebook di Tassinari – Io purtroppo sono arrivato quasi alla fine (sono in servizio nella succursale mentre l'aggressione è avvenuta in centrale) e sono riuscito ad intervenire solamente alla fine, ma è chiaro a tutti di chi è la responsabilità e non certo dei nostri studenti. I tre che sono finiti in ospedale sono dei ragazzi del tutto inoffensivi, li ho visti crescere e sono del tutto contrari ad ogni tipo di violenza. Finiamola con le frasi retoriche del tipo 'chi sa realmente chi erano' perché conosco anche il reggente del nucleo accusato ed era anche lui presente che cercava di frenare i suoi stessi camerati. Qui non si tratta di tafferugli e di chi ha tirato il primo schiaffo, è stata una vera e propria aggressione e come tale deve essere stigmatizzata”.

Una testimonianza che assume un particolare rilievo perché proviene, come sottolinea lo stesso bidello, da un ex “militante missino della sede romana di via Livorno 1 ed in seguito del Movimento Politico Occidentale di via Domodossola”. “Io sono un lavoratore di quella scuola, coinvolto anche perché tra le varie mansioni mi occupo della sicurezza degli studenti – scrive ancora A. C. – L'intenzione di tali personaggi è sempre stata quella di menare le mani, una manovalanza che oggi si ritrova in qualsiasi curva come negli anni in cui ero militante si trovava nei bar e li si chiamava in occasione di situazioni delicate di contrapposizione a dare man forte. Stigmatizzare a senso unico non fa parte del mio bagaglio politico, io esprimo il mio disaccordo ogni qual volta avvengono situazioni del genere e cerco di mediare per evitare delle situazioni ben peggiori, ma questo non mi impedisce di richiedere di non scrivere fesserie se non si non si conoscono i fatti”.