Ardea, sgomberi al Serpentone: la rivolta dei residenti

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Residenti del Lido Le Salzare in rivolta dopo l’ordinanza di sgombero notificata il 2 marzo scorso dalle forze di polizia. Agli occupanti della palazzina A, il famigerato “Serpentone”, noto soprattutto per tristi fatti di cronaca, è stato intimato di lasciare libero l’edificio “da cose e persone”, altrimenti si provvederà con la forza.

Il sindaco Eufemi in più di un’occasione aveva ribadito la volontà di demolire parte del complesso, per mettere fine all’abusivismo dilagante e ai tanti episodi di criminalità verificatesi sul posto, ma anche per rispettare una volta per tutte quel vincolo archeologico diventato causa scatenante del contenzioso sorto tra Comune, ministero dei Beni Culturali, società costruttrice (fallita dopo la vendita di alcuni appartamenti) e gli inquilini. Perché nel complesso, ovviamente, non ci sono solo sbandati, clandestini e abusivi, ma anche tante famiglie che dicono di aver acquistato la casa regolarmente, si sentono truffate e si trovano ora nel mezzo di una situazione complessa e a dir poco spiacevole. E proprio contro il primo cittadino e questo provvedimento di sgombero scende in campo l’Unione Inquilini, che ripercorre la vicenda con l’obiettivo di difendere il diritto alla casa. Nella lettera inviata alla stampa si parla di una concessione edilizia prima rilasciata e poi annullata e della vendita di alcuni appartamenti conclusa appena prima del fallimento della società costruttrice, con i proprietari che si sono trasformati nel corso del tempo in occupanti e custodi degli immobili. «Intanto il degrado e lo stato di abbandono del complesso sono cresciuti – si legge nella missiva – fino al 2009 quando, dopo un incontro tra questa Amministrazione e il curatore fallimentare, la custodia degli immobili è affidata allo stesso Comune, che decide di adibirli momentaneamente a funzioni pubbliche che ne assicurino la assoluta conservazione. Queste le premesse, che aprono la recente ordinanza di sgombero. Ma ora la domanda è: ha questa Amministrazione provveduto a trovare un'alternativa soluzione agli occupanti? Perché dietro questa parola si celano persone e famiglie. E noi vogliamo sapere – conclude l’Unione Inquilini – se l'Amministrazione Eufemi intenda abbandonarle in mezzo alla strada».

Diego Cappelli