ROMA AL BUIO: viaggio fra le vie senza illuminazione (FOTO)

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Strade al buio, lampioni divelti o mal funzionanti, punti luce scarsi, assenza o ritardi di interventi manutentivi, luci accese anche di giorno e piccoli tratti d’arteria con corpi di diversa tipologia illuminante. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di cittadini e comitati di quartiere, che denunciano la mancanza di illuminazione pubblica nella capitale, dal centro storico alla periferia, dove la microcriminalità mette i suoi tentacoli e la percezione della insicurezza è più forte.

Per molti comitati, infatti, non basta solo un buon numero di punti luce, ma è necessaria maggior rapidità nella risoluzione dei guasti e una resa del servizio più efficiente. «Nel nostro quartiere – spiega il presidente del comitato della Serpentara, Mimmo D'orazio – le strade spesso rimangono accese anche di giorno. Probabilmente per un problema di taratura del crepuscolare ma il problema principale è la mancanza di luce nelle zone adibite a verde come Parco delle betulle e delle magnolie». L’impressione che si potrebbe fare di più è un eufemismo, invece, per il combattivo responsabile del cdq “Karol Wojtyla” del municipio XX, Erminio D’Agostino. Il responsabile, che già in passato aveva portato all’attenzione dei carabinieri un presunto «disservizio di pubblica illuminazione in via di Valle Muricana km 5» denuncia «interventi manutentivi distanti anche diversi giorni rispetto alla gravità dei guasti che si estendono a volte a diverse strade; diverse tipologie di corpi illuminanti anche su tratti brevi di strada; strade interne – continua ad elencare D’Agostino – con corpi illuminanti installati su ambo i lati a differenza della strada principale con sperpero di denaro per installazione e funzionamento. Moltissimi pali in stato di degrado corrosi dalla ruggine».

Più diplomatico Gioacchino Assogna di Sos Soccorso cittadino, che già a novembre 2011, aveva inoltrato un esposto alla procura in merito al Piano di illuminazione straordinario dell'Acea, limitatamente al municipio XIII: «In ordine ai normali interventi sull'illuminazione pubblica – spiega – si sono verificate situazioni di criticità che hanno richiesto interventi strutturali di rifacimento degli impianti in quanto alle riparazioni seguivano immediatamente altre interruzioni. Questo a via Bernardo Quaranta ad Ostia Antica e in Via Fiorelli/Via Sisto Scaglia a Saline e in misura più limitata in Via Cardinal Cibo/Via Martiri Ostiensi. Sono stati segnalati diversi lampioni spenti che, in passato, dovevano passare settimane e quasi sempre i 20 giorni previsti dal contratto di servizio per essere ripristinato. Da quando abbiamo iniziato a interloquire con Delli Quadri di Acea – precisa poi Assogna – notiamo che gli interventi indicati vengono sollecitamente risolti».

Altri esempi di criticità sono stati registrati anche a via Fontanile Anagnino a Morena, dove i punti luce si trovano a distanza ravvicinata dalla corsie. Qualche lungimirante ha rivestito la base di un lampione con materiale gommoso, ricoprendolo con strati di alluminio: questo per ridurre l’impatto di schianto. Casi di “Roma al buio” anche dalle parti di porta San Sebastiano e Appia Pignatelli, nonché in pieno centro storico dove un lungo tratto di Corso Vittorio Emanuele II un paio di sabati fa è stato colpito da mezz'oretta di “black out”: tutto spento in via dei Redentoristi, in Vicolo Sinibaldi e nelle viuzze limitrofe. Ulteriori segnalazioni di disservizi diffusi sono giunti al consigliere capitolino Pd Dario Nanni da parte di tanti cittadini: «Via Castore Durante, via Ponte di Nona, via di Borghesiana, via Fiume Giallo, Via Rotellini, via della Pisana, via di Bravetta, via della Consolata, Via Montespertoli, Borgo di Cesano, via Ponte degli Incastri, via Cassia». Questo il bollettino infinito del piddino, che porterà il problema della pubblica illuminazione in aula Giulio Cesare per interrogare sindaco e assessore ai Lavori Pubblici. Attesa una risposta anche da Acea, che Cinque Giorni ha interpellato e che prossimamente risponderà alle nostra domande.

Marco Montini