Porta di Roma, bulli rapinano coetanei e riprendono bravate con telefonino: fermati

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Hanno marinato la scuola e si sono recati al centro commerciale di “Porta di Roma”. Quella che pensavano sarebbe stata una giornata spensierata si è trasformata in un incubo per due ragazzi di 17 e 18 anni.

Mentre attendevano l’apertura del centro, infatti, sono stati avvicinati da tre coetanei. Inizialmente il loro fare è stato amichevole, ma dopo qualche minuto hanno mostrato la loro “vera faccia”. Con un fare minaccioso si sono dapprima fatti consegnare dei soldi per acquistare delle sigarette e poi li hanno costretti a seguirli nel parcheggio sotterraneo. Qui i tre bulli si sono fatti consegnare i telefoni cellulari e i portafogli di marca.

Ormai sicuri di averli assoggettati e con la minaccia di un possibile pestaggio, li hanno poi condotti in un condominio e poi in una zona isolata, conosciuta come “la collinetta”. Lì i due studenti sono stati privati delle loro t-shirt e delle scarpe da ginnastica, tutte di buona marca, e sono stati costretti a indossare quelli di scarsa qualità dei tre “carnefici”. Al fine di deriderli pubblicamente e utilizzando un pennarello indelebile, gli hanno disegnato volgari segni sul viso e sulle mani, costringendoli poi a seguirli all’interno di un fast food. I tre giovani “teppisti” hanno ripreso tutte le vessazioni, minacce e umiliazioni inflitte con i loro telefonini. Il giorno dopo, dopo aver superato la vergogna per quanto accaduto, le due vittime hanno trovato il coraggio di raccontare tutto agli agenti del Commissariato San Basilio, diretti dal dr. Adriano Lauro.

Sono pertanto iniziate le indagini dei poliziotti, che dopo aver visionato le immagini registrate dal centro commerciale e predisposto un servizio di appostamento, hanno individuato i tre adolescenti, notati mentre prendevano “di punta” un altro minore, riuscito nel frattempo a divincolarsi dal loro accerchiamento. Hanno quindi deciso di intervenire e bloccare i tre. La descrizione combaciava perfettamente con quella fornita ed inoltre venivano subito riconosciuti, indossati, gli indumenti e gli oggetti rubati il giorno prima. Gli agenti hanno trovato nelle loro tasche i telefoni cellulari con le immagini della loro riprovevole condotta. Nelle loro abitazioni sono stati rinvenuti altri oggetti rubati.

I tre bulli di 15, 16 e 17 anni sono stati riconosciuti anche da un altro giovane di 16 anni che qualche giorno prima aveva subito la stesse minacce, violenze e lo stesso tipo di rapina, e sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto per i reati di rapina, sequestro di persona e violenza privata.