Tre ipotesi per il dopo Malagrotta

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Primi confronti nella squadra tecnica del ministero sul rebus Malagrotta bis. Il contenuto dei colloqui intercorsi tra rappresentanti di Regione, Provincia, Campidoglio e prefettura restano segreti, come preannunciato, ma sembra ormai chiara la direttiva intrapresa. I siti di Riano e Corcolle, nonostante la presa di posizione di Pecoraro, sono in forte discussione. Soprattutto il sito Prenestino, dato ormai per scartato dai rappresentanti politici dopo le parole di soddisfazione del ministro Ornaghi («Un piacere salvare Villa Adriana).

Il 22 marzo ci sarà un nuovo vertice con Clini. Ci sono nove giorni per decidere. Resta certa la notizia di chiusura di Malagrotta per il 30 giugno. Dunque bisognerà trovare un'alternativa. Tre le soluzioni praticabili. La prima guarda a Pian dell’Olmo, in territorio di Roma ma molto vicino a Riano. Una tesi ssostenuta anche dal capogruppo in Comune del Pd, Umberto Marroni: «Dopo che le Amministrazioni di centrodestra hanno portato il sistema rifiuti regionale e romano in emergenza è necessario voltare pagina e aprire un tavolo con Governo, istituzioni e forza di maggioranza ed opposizione per affrontare le priorità, fra cui l’individuazione di un sito idoneo per una discarica temporanea, valutando l'ipotesi delle cave di Pian dell'Olmo, ed uno definitivo per inerti e Fos». La seconda è Monti dell’Ortaccio a ridosso di Malagrotta, dove di fatto una discarica è già pronta. Un'indiscrezione che ha suscitato subito le sollevazioni della comunità locale della Valle Galeria (vedi reazioni in pagina). Il presidente del Municipio XV, Gianni Paris, ha chiesto di incontrare Clini: «Tornare a prendere in considerazione Monti dell’Ortaccio è aberrante, è un crimine». Terza scelta, ma già prevista nel piano rifiuti della Regione Lazio, Pizzo del Prete a Fiumicino.

Chiara la posizione del sindaco Mario Canapini che sostiene che «la Regione Lazio dopo aver genericamente indicato Pizzo del Prete non ci ha più dato alcuna notizia in merito, dunque non sappiamo se questa area, in un primo momento individuata, sia ancora presa in considerazione oppure di no». Secondo il sindaco non ci sarebbero comunque le condizioni per un’ipotesi di questo tipo: «Anche ammesso che ci siano tutte le altre condizioni da verificare – fa notare Canapini – Pizzo del Prete per giugno non sarebbe comunque pronta a ospitare rifiuti in via provvisoria perchè andrebbero fatte tutte le indagini preliminari e le verifiche di compatibilità».