«Mio figlio senza assistenza sociale»

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Informative arrivate in ritardo e criteri inadeguati: il servizio di assistenza domiciliare non funziona. Le lettere sulle certificazioni sono arrivate proprio in questi giorni alle famiglie del litorale che ne hanno fatto richiesta. Si tratta di una nuova procedura che dovrebbe garantire migliore qualità ed efficienza.

Ma non è proprio così, come ci ha scritto la famiglia di un disabile che per sua tutela ci ha richiesto l’anonimato: «Abbiamo ricevuto il modulo per la richiesta», spiegano i genitori però «non siamo rientrati nei tempi indicati perché la data di presentazione dei documenti è la stessa del ricevimento della lettera. Infatti, abbiamo ricevuto il materiale per posta ordinaria, eppure c’è scritto chiaramente “che la mancanza della documentazione richiesta comporterebbe l'impossibilità per il servizio sociale competente di valutare adeguatamente le reali necessità». Nessuno però ci ha contattati per assicurarsi che avessimo ricevuto l’informativa. Ancora, è stata richiesta la dichiarazione dei redditi e la documentazione bancaria per attestare l'esistenza di un mutuo per quantificare le "analisi dei bisogni" mentre numerose sentenze si fondano sul principio che un disabile non può essere discriminato sulla base del reddito familiare. Tutto ciò – proseguono i genitori – è solo un'ulteriore conferma che questa pseudo-sperimentazione è una vera angheria nei confronti di famiglie già duramente provate. La nostra dignità è stata ancora una volta calpestata».

Cristina Ferrucci