Ambulatorio, polemiche sul cambio

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Cinecittà e quartieri limitrofi perderanno l'ambulatorio post acuzie in via Antistio e al suo posto ne avranno uno geriatrico, già operativo in un'altra sede della Asl territoriale, in Via Cartagine. Contro questa scelta si è opposto il presidente di Municipio Sandro Medici che parla di «una grave decisione presa dal direttore generale della Asl Rmb, Vittorio Bonavita, una decisione che vanifica una progettazione socio-sanitaria intelligente e innovativa, che il Municipio X attendeva da anni» e di «scelta unilaterale, che viola il protocollo d'intesa sottoscritto dalla Asl con il nostro Municipio e inoltre rappresenta uno spreco di risorse insostenibile, oltreché irrazionale e culturalmente arretrato – prosegue Medici, che si chiede – a cosa possano servire degli accordi per l'integrazione socio-sanitaria, se poi le autorità sanitarie si comportano in modo tanto arrogante e perfino sprezzante nei confronti dei bisogni che il nostro territorio esprime».

Tiziana Chiodetti, delegata municipale alla sanità lamenta «una cronica mancanza di strutture ospedaliere; nei casi di assistenza ospedaliera i cittadini sono infatti costretti a rivolgersi al distante Policlinico Casilino e, in piccola parte, al Policlinico di Tor Vergata. I dieci posti letti di Via Antistio, che sono stati acquistati grazie ad un cospicuo finanziamento – continua – erano stati programmati proprio per raccogliere quelle necessità di degenza che nei nostri quartieri vengono da sempre frustate; e inoltre tale servizio avrebbe avuto il merito di decongestionare l'affollamento degli istituti ospedalieri». «Trovo inquietante che la programmazione socio-sanitaria venga gestita con tanta mediocrità progettuale e con veri atti di forza – conclude il presidente Medici – non si può continuare in una politica di tagli ai servizi sanitari e, contemporaneamente, sprecare indebitamente risorse, come quelle investite in Via Antistio».

Enzo Foschi, consigliere del Pd e membro della commissione Sanità alla regione Lazio punta il dito contro la governatrice del Lazio. «Vorremmo comprendere quale sia la logica perversa dietro la quale si nascondono decisioni di questa natura, controproducenti da ogni punto di vista, a chi dirige la sanità nel Lazio. Sarebbe interessante, e per questo ho presentato un’interrogazione urgente, che a spiegarlo fosse proprio il commissario della sanità, Renata Polverini. Sarebbe opportuno, infine, che questa decisione sia immediatamente revocata anche in virtù di risorse pubbliche già erogate per la realizzazione del reparto post-chirurgico, che i cittadini attendono con ansia».

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