Malagrotta bis, TUTTO DA RIFARE

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Sottoscrivere entro il 30 aprile un accordo di programma e un piano operativo con Comune di Roma e Provincia, Regione Lazio e le aziende titolori degli impianti; individuare nuovi siti di discarica ulteriori rispetto ai sette ''problematici'' proposti dalla Regione; rafforzare il mandato del commissario delegato per l'emergenza rifiuti. Sono questi i punti del nuovo piano per Roma lanciato dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini nel corso dell'incontro di ieri al ministero. Praticamente un punto e a capo sulla decisione per il dopo Malagrotta, a seguito dei vincoli riscontrati nei siti scelti dalla Regione. Una decisione annunciata, dopo i rinvii e i veti posti nei due precedenti confronti con Regione, Provincia e Comune. La fatidica scelta non ci sarà. Per lo meno a breve. E si torna a parlare così di una proroga, l'ennesima, di Malagrotta.

«Al massimo entro l'anno chiuderà» – ha precisato però Clini. E se la più grande discarica d'Europa dovesse esaurirsi, l'immondizia verrà smaltita in altre regioni oppure all'estero. Problematiche di natura idrogeologica" per Corcolle, Riano Quadro Alto e Pian dell’Olmo; "sovraccarico ambientale" per Monti dell’Ortaccio; "caratteristiche compatibili salvo la tempistica di realizzazione" per Pizzo del Prete-Le Macchiozze; "manifeste criticità" per "Fiumicino-Osteriaccia e di Roma-Castel Romano". Queste, in sintesi, le valutazioni sui sette siti preliminarmente indicati dalla Regione Lazio. «La soluzione inerente il sito di Corcolle si ritiene inopportuna anche per la prossimità con il sito archeologico di Villa Adriana – si legge in una nota del ministero – Il sito di Monti dell’Ortaccio presenta caratteristiche geologiche favorevoli e capacità di abbancamento di rifiuti adeguata, stante anche la presenza ed esercizio di 2 impianti di TMB e di gassificazione, a fronte di fattori di inopportunità connessi al grado di sovraccarico ambientale già insistente sull’area ». Il ministero chiede così ulteriore tempo e dai dieci giorni annunciati due settimane fa si passerebbe ai 9 mesi di oggi. Azzerate le sette proposte della Regione, si torna a considerare anche altri vecchi siti e tra questi "ricicciano" le zone militari, ad eccezione di Allumiere, che pare per ora scartata. La decisione sarà comunque presa in base ai criteri contenuti in un decreto che sarà emanato dal governo Monti entro giugno. Resta da verificare cosa dirà l'Unione Europea, finora a sostegno di ogni iniziativa del governo tecnico, che ha già ammonito però Roma sulla gestione dei rifiuti.

«Immediatamente dopo Pasqua con il prefetto Pecoraro incontrerò a Bruxelles il commissario europeo all'Ambiente, Janez Potocnik, per esaminare insieme la questione di Roma che è all'attenzione dell'Unione Europea» – ha precisato Clini. «So che il commissario ha risposto alla lettera inviata da un comitato richiamando quelli che sono i criteri ai quali si devono uniformare le questioni emergenziali in caso di rifiuti – ha spiegato Clini – ci incontreremo dunque immediatamente dopo Pasqua per fare in modo che questo programma che stiamo delineando sia condiviso anche dalla Commissione Europea». «Complimenti alla Polverini, sui rifiuti avevi capito tutto – ha commentato in tono polemico Claudio Bucci, consigliere dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio. Dopo i roboanti manifesti sulla chiusura della discarica di Malagrotta, i trionfali annunci sulla “soluzione definitiva” alla questione rifiuti, arrivano le parole del governo, che suonano in modo tristemente inequivocabile: tutto sbagliato, tutto da rifare. Risultato: si rischia l’ emergenza rifiuti, lo studio sui sette siti della Regione totalmente inutile e sbagliato, si proroga Malagrotta».

Carmine Seta