Banda della Magliana, Cancellieri: la sepoltura di De Pedis riguarda il comune Roma

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L'intricata questione della sepoltura del boss della banda della Magliana, Enrico De Pedis, detto Renatino, e delle autorizzazioni per la traslazione del cadavere nella basilica romana di Santa Apollinare, riguarda, esclusivamente, per quanto riguarda le autorizzazioni che furono concesse, il comune di Roma e lo stato della città del Vaticano. Ad affermarlo è stata oggi il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, rispondendo a una domanda a margine della presentazione al Viminale dell'ottava relazione sul fenomeno delle persone scomparse.

Il ministro ha ribadito che allo stato, non risulterebbero atti documentali risalenti al 1990 presso il Viminale e che per quanto riguarda la basilica di Santa Apollinare questa gode non di una extraterritorialità totale ma “sotto l'aspetto fiscale” che le consente, comunque, di poter effettuare atti come quelli compiuti nel caso De Pedis senza avere l'autorizzazione dell'Autorità nazionale. “In quel caso – ha poi detto – bastava l'autorizzazione del comune di Roma perchè si è trattato di un trasferimento da un cimitero di Roma a una chiesa di Roma”. Un “giallo”, quindi, ha fatto intendere il ministro, che riguarda il sindaco della Capitale dell'epoca e le autorità vaticane rappresentate in quegli anni dal governatore dello stato della Città del Vaticano, cardinale Sebastiano Baggio, o dal pro-governatore, all'epoca mons. Paul Marcinkus.