Sangue e lamiere sull’asfalto (FOTO)

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Ieri pomeriggio un centauro è morto schiantandosi sull’asfalto in via Tiburtina, all'altezza di via Castrovetere. Domenica notte un motociclista 22enne ha perso la vita in viale di Tor Di Quinto, finendo contro un palo. Sale a quattro il numero delle vittime della strada nelle ultime 96 ore. Due giorni fa un maxi incidente in via Salaria ha coinvolto quattro vetture e provocato due decessi e sei feriti, tra cui due bambini. La causa sarebbe l’alta velocità che ha portato una Mercedes, a bordo della quale viaggiava una delle vittime, ha fare un salto di corsia e travolgere un'utilitaria che viaggiava nell’altro senso. Qualche settimana fa, sempre sulla Salaria, una giovane ciclista è stata travolta e uccisa da una macchina che non si è fermata al rosso. La causa sempre la stessa: un limite di 70 km/h non rispettato.

In alcuni tratti dell’arteria si tiene una media di 85 e picchi di 100 km/h, denuncia Legambiente. «Sulla Salaria abbiamo completato la manutenzione nel tratto del II municipio, mentre la manutenzione nel tratto del IV municipio è bloccata dal Patto di stabilità», ha dichiarato il sindaco Gianni Alemanno, facendo presente che lo sblocco dei fondi da destinare alla manutenzione stradale rientra nelle trattative col Governo e con l'Anci sul Patto di stabilità. Risultano 19.926 gli incidenti stradali, con 62 morti e 6.834 feriti, e solo per il semestre gennaio-giugno 2011. Questi i drammatici dati elaborati dal Comando della Polizia di Roma Capitale e diffusi dal gruppo capitolino del Pd. La Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale riporta per il 2010 18.496 incidenti, 182 morti e 24.467 feriti, dati confermati dal Rapporto Aci Istat, secondo cui Roma risulta la città italiana con il più alto numero di vittime della strada, 1 ogni 2 giorni, e il maggior numero di incidenti: su 100 scontri automobilistici in Italia, 9 si verificano nella capitale. Non va meglio a centauri, ciclisti e pedoni: nel 2009 sulle strade romane sono deceduti 99 motociclisti e ne sono rimasti feriti 13.000. Triste primato per Roma che, secondo l’ultimo dato reso dall’Asaps per l’anno 2009, risulta la prima città d’Europa per numero di pedoni vittime della strada, 65 morti e 2.139 feriti, e per decessi di ciclisti, 1 a settimana. Cristoforo Colombo, Tuscolana, Prenestina, Pontina. Sono le strade più pericolose della capitale secondo il dossier della polizia municipale.

Ma, intorno a queste grandi arterie c’è un fitto reticolato di strade in cui la violazione dei limiti di velocità è la parola d'ordine. A via di Vigna Murata dopo due incidenti, ultimi di una lunga lista, in cui, nel giro di 48 ore, due motociclisti hanno perso la vita, Pasquale Calzetta, presidente del municipio XII, e Andrea Catarci, presidente dell'XI hanno portato all’attenzione del Dipartimento Mobilità di Roma Capitale la necessità di avviare inderogabili interventi per la sicurezza: sistemi di rallentamento e misuratori di velocità, ma anche segnaletiche luminose per rendere visibili i tratti pericolosi. «I primi interventi sono stati realizzati, in attesa di altri più strutturali già programmati» conferma Catarci che deve vedersela ogni giorno anche con la mobilità critica della Cristoforo Colombo: «Per una delle strade più pericolose, con un incidente al giorno, occorre fare un ragionamento a più ampio raggio, riguardante non soltanto la manutenzione del manto stradale, ma la limitazione della velocità. Bisognerebbe insomma concertare un grande investimento sulla riduzione dei rischi».

Sul Grande Raccordo Anulare, dove di chilometri se ne percorrono tanti e a velocità sostenute gli incidenti nel 2010 sono stati 1.070, con 12 decessi e 1.654 feriti (dati Ania). Alta velocità, scarsa segnaletica, strade dissestate, assenza di strisce pedonali: a Montesacro e Talenti le condizioni del manto stradale sono critiche a via della Bufalotta, viale Carnaro, via di Settebagni, come riportato dal comitato di quartiere Salviamo Talenti. «Ma è il viadotto dei Presidenti a preoccupare chi lo utilizza: praticamente una specie di autostrada urbana, con asfalto in condizioni pericolose, vista la velocità delle macchine che lo percorrono». Piede sull'acceleratore anche al centro storico della capitale. “Di traffico si muore”, coordinamento urbano di utenti leggeri della strada, ha lanciato l'allarme su via dei Fori Imperiali che viene percorsa a una media di 70 km/h e così è scattato l'autovelox, per ora in via di sperimentazione.

Francesca Bastianelli