Asl RmH al collasso

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Momento durissimo per l’Asl RmH, a cominciare dalle strutture ospedaliere di Anzio e Nettuno, che la politica a senso unico della Regione Lazio sta conducendo ad uno stato terminale. Oggi una folta delegazione di genitori anziani si è recata presso la sede di via della Pisana per protestare in modo veemente contro la decisione della presidente Polverini di chiudere il reparto di Neuropsichiatria infantile di Villa Albani.

Lunedì scorso molte persone avevano già manifestato il proprio dissenso contro questa scelta dei vertici regionali, che non hanno rinnovato il contratto dell’unico specialista in servizio, ovvero Raffaele Gualtieri, che per otto anni ha condotto brillantemente il reparto. «Con questa chiusura non si blocca solo l’attività del reparto e dell’ambulatorio, ma anche la diagnosi per i disturbi specifici di apprendimento e la possibilità di richiedere insegnanti di sostegno per i bambini»- ha riferito con amarezza il dottor Gualtieri. Nella serata di lunedì la situazione è degenerata in seguito ad una riunione fiume svoltasi presso l’aula magna dell’ospedale San Giuseppe di Albano. L’incontro è stato sollecitato da numerosi operatori. Il personale medico ha trovato anche la solidarietà di molti sindaci dei comuni limitrofi.

«La situazione della Asl RmH si fa sempre più insostenibile – si legge in una nota stampa a firma dei consiglieri regionali Ponzo, Astorre e D’Annibale (Pd). Il 31 marzo hanno cessato il proprio servizio alcuni dirigenti sanitari impegnati in ruoli rilevanti all’interno di diversi presidi. Il mancato rinnovo di questi incarichi e le imminenti scadenze di altri contratti, oltre 500 tra medici e infermieri, mettono a serio rischio la funzionalità di molti servizi». Tutti hanno voluto porre l’attenzione sui licenziamenti di alcuni precari storici impegnati nei pronto soccorso degli ospedali di Velletri e di Albano, oltre ad una ginecologa del Riuniti di Anzio. Nei prossimi mesi si profilano altri tagli all’orizzonte: in bilico ci sono circa 400 precari a rischio rinnovo, oltre all’accorpamento di numerosi reparti. Tagli anche ai servizi di Ciampino. Dopo la chiusura improvvisa del Servizio di Diabetologia, posto all'interno della struttura di via Calò, si è assistito al depotenziamento del servizio di Riabilitazione Territoriale, causato dalla mancanza di personale dell' Unità Operativa di Fisiocinesiterapia, che offriva un servizio prezioso e fondamentale per i giovani afflitti da scoliosi minori e per gli adulti ed anziani con problemi cranici e riabilitativi. Ennesimo caso di una situazione che volge all'implosione per effetto di sovraffollamento, visto che il bacino di utenza si allarga sino al X Municipio di Roma, è rappresentato dal taglio delle prestazioni dell'Ambulatorio di Odontoiatria e della SPDC dei poli ospedalieri di Frascati e di Albano Laziale. «Chiediamo al presidente della Regione Lazio, ha dichiarato Simone Lupi, sindaco di Ciampino e presidente del comitato di rappresentanza dei sindaci della Asl Rm H, di prendere concreti e tangibili provvedimenti finalizzati a risolvere una situazione giunta ormai al collasso e che richiede l’adeguamento organico del personale, in deroga al blocco delle assunzioni».

La riunione è sfociata nell’epilogo clamoroso delle dimissioni presentate dal direttore sanitario dell’Asl RmH Amedeo Cicogna, che ha ritenuto proibitivo continuare ad operare in simili condizioni. In queste ore si stanno svolgendo altri incontri fiume con l’intento di ricucire lo strappo, per questo non è da escludere un passo indietro del direttore sanitario. «Non possiamo continuare a lavorare in questo modo- ha riferito un infermiere del pronto soccorso del Riuniti di Anzio-. Siamo in emergenza continua, e così un Dea di primo livello come il nostro ha una rianimazione senza centro trasfusionale (un paradosso inaccettabile) e deve fare i conti con i tagli ai reparti. La patologia neonatale conta cinque posti in meno, il pronto soccorso non riesce più a sopportare il flusso di utenti giornalieri, l’endoscopia sta per scomparire, mentre a otorinolaringoiatria sono rimasti appena quattro posti letto». La situazione si potrebbe estendere ad altri reparti, ecco perché alcuni medici del nosocomio anziate si sono uniti formando un comitato che difenda i diritti del personale medico e in primis dei cittadini. Dalla politica per ora risposte zero o quasi.

Marcello Bartoli