Mafai, da Zingaretti a Bonino, da Polverini a Alemanno: l’ultimo saluto alla giornalista

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Centinaia di persone riempivano stamattina la Sala della Protomoteca in Campidoglio, dove si è svolta la commemorazione funebre di Miriam Mafai, la giornalista di Repubblica scomparsa lo scorso 9 aprile all'età di 86 anni.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, l'ex presidente del Consiglio, Giuliano Amato, l'ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il vicepresidente del Senato, Emma Bonino, il giornalista Enrico Mentana, il presidente della Regione Lazio, Renata Polverina e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

"In questi giorni – ha detto la figlia di Miriam Mafai, Sara, nel corso della cerimonia – sono state scritte cose bellissime su mia madre, che è stata una grande donna nella vita e nella morte, e anche una donna divertente. La stampa ha parlato molto della sua risata forte e sferzante, ma mia madre è stata anche una donna nascostamente romantica: sentimentale mai, ma romantica sì. Grazie a lei – ha proseguito Sara – io conosco ogni angolo di Roma, da Monteverde a piazza Bologna, da Trastevere a San Lorenzo. A dispetto di un'eccessiva concretezza, Miriam amava la poesia: trascriveva su diversi taccuini citazioni di alcuni poeti, come Giuseppe Gioacchino Belli. È stata una donna generosa e che non conosceva l'invidia. Buon viaggio mamma…".

A margine della cerimonia, il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, ha dichiarato di ricordare con affetto, tra le tante cose, "l'irriverenza di Miriam: un'irriverenza meditata, matura, non inutilmente sbarazzina". A chi gli chiedeva quale fosse il ricordo che conservasse con più piacere, Scalfari ha risposto: "ricordo quando io stavo per fondare Repubblica: lei si dimise da Paese Sera e venne di sua iniziativa, senza ancora sapere nulla di un giornale che stava nascendo e che si sarebbe potuto rivelare anche un fallimento…".