La Barbuta, scontro Lupi-Alemanno

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La Barbuta di nuovo sotto il fuoco mediatico di Campidoglio e Comune di Ciampino. Stavolta a riaprire il baillame dialettico è stato il sindaco della città aeroportuale, Simone Lupi, che ha risposto per le rime alle recenti uscite di Gianni Alemanno: «Ancora pressioni sull'apertura del campo nomadi da parte del primo cittadino di Roma Capitale – spiega il sindaco di Ciampino – che, a mezzo stampa, continua a ribadire l'urgenza di terminare i lavori momentaneamente sospesi, a suo parere, soltanto per il blocco dei pagamenti».

Le opere strutturali in stand-by riguardano l'ormai arcinoto “Villaggio della solidarietà”, che tante critiche aveva già suscitato nei mesi passati. In attesa che qualcosa si muova, dunque, Lupi promette battaglia e rinfresca la memoria al primo cittadino capitolino: «Credo sia giusto ricordare – dice il sindaco castellano – che lo scorso novembre sono stati accolti i ricorsi dell'Associazione per la difesa dei diritti dei Rom, “European Roma Rights Centre Foundation”, e di due abitanti del campo Casilino 900 di Roma. Il Consiglio di Stato si è perciò pronunciato dichiarando l'illegittimità dello stato di emergenza e annullando di fatto – continua Lupi – le ordinanze di nomina dei commissari straordinari e di tutti gli atti commissariali finora adottati». E dopo le premesse, ecco i fatti: «La nostra Amministrazione comunale – tuona – continuerà ad opporsi alla creazione dello pseudo insediamento attrezzato, per tutte le motivazioni che ribadiamo da tempo, ulteriormente rafforzate dalla pronuncia del Consiglio di Stato, nonché per tutti i soldi che già sono stati spesi». Considerato il silenzio delle istituzioni, infine, Lupi si è dichiarato costretto a procedere nuovamente con l'invio a Commissario Straordinario e Sindaco Alemanno di una diffida il 3 aprile scorso «con la quale – dicono da Ciampino – ribadiamo la nostra contrarietà ai lavori di sistemazione e stabilizzazione del campo nomadi La Barbuta».  

Marco Montini