Nodo discariche, intesa spinosa

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Nessuna decisione. La scelta avverrà entro il 30 aprile. L'unica cosa certa all'indomani del terzo incontro al ministero dell'Ambiente sul dopo Malagrotta è che la provincia di Roma avrà un inceneritore e una discarica. Entro fine mese Clini conta di «adottare gli accordi e i provvedimenti necessari per prevenire l'emergenza a Roma». Resta però da capire quando e come gli enti territoriali interessati sigleranno l'accordo di programma vincolante proposto.

Già lunedì è atteso un primo confronto sulla bozza. Nella mattinata il ministro Clini aveva incontrato il suo superiore Monti, fatto che aveva suscitato non poche polemiche. «Non vorremmo che durante la riunione si fosse deciso di applicare, in nome dell'emergenza, il metodo TAV sulla questione rifiuti a Roma. – afferma il presidente dei Verdi del Lazio, Nando Bonessio – Ossia che le discariche si devono fare a qualsiasi costo». «Doveroso» invece per la Polverini il confronto con il premier. «Significa che c'e' la giusta considerazione del premier perche' parliamo della capitale d'Italia – ha detto la presidente della Regione. Monti ha voluto, quindi, essere informato di tutte le attivita' che gli enti locali hanno messo in campo, quello che sta facendo il prefetto, che e' anche commissario di governo. Quindi era doverosa un'informativa a Monti che ha ascoltato il prefetto per la prima volta dalla sua nomina».

Legambiente ha chiesto che venga conclusa con un tavolo allargato alle associazioni e ai comitati la discussione sulla gestione dei rifiuti a Roma, adeguando gli obiettivi della differenziata al 65% previsto per legge e già praticato con successo in 1.290 comuni ricicloni italiani. Ma il presidente Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio, critica fortemente le modalità di scelta del nuovo sito: «Il siting va rifatto, normalmente è un soggetto terzo tecnico che incrocia su mappa le aree nel Comune rispetto a vincoli (di tutte le nature, idrogeologici e ambientali, archeologici, paesistici, ecc), criteri escludenti e criteri preferenziali arrivando a un primo elenco, sulla base del quale si effettuano i sopralluoghi e si verifica con le istituzioni locali e le parti sociali la reale praticabilità delle cose. Se fin dall'inizio fosse stata messa in atto questa normale modalità i vari Monti dell'Ortaccio, Corcolle, Riano, Fiumicino sarebbero stati esclusi, evitando il disastro al quale abbiamo assistito ». Il ministro sembra aver raccolto le indicazioni delle associazioni e dei comitati, promettendo anche fondi alla capitale sulla differenziata.

E se il governo fa un passo avanti, ieri il Campidoglio ha perso l'ennesima occasione negando la discussione sul caso Corcolle. «E’ un fatto grave – ha tuonato ieri il consigliere Capitolino del PD Dario Nanni – che ripete quanto già accaduto lo scorso 19 marzo quando fu bocciata dall’aula l’ipotesi di una nuova discarica nel sito di Monti dell'Ortaccio impedendo in quell’occasione di far pronunciare l’Aula Giulio Cesare anche sull’ipotesi Corcolle. E’ un atteggiamento ambiguo che la dice lunga sulla reale volontà della presidente Polverini e del sindaco Alemanno di cercare una soluzione alternativa alle discariche». Sereno dopo il vertice il sindaco Alemanno. «Se il ministro fara' di meglio tanto di guadagnato – ha detto il primo cittadino capitolino Penso che sia in condizione, tra pochi giorni, di decidere ». A chi gli domandava poi se servono finanziamenti dal governo per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata proposti dal ministro dell'Ambiente, il primo cittadino ha risposto: «Se la richiesta e' quella di andare oltre il 35 per cento, che e' il nostro obiettivo, e' indispensabile un aiuto da parte del governo».

Carmine Seta