Sgomberato il casale “conquistato”

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Il loro sogno di ridare nuova vita a quegli edifici abbandonati da oltre 10 anni in Via Boccea 506 è durato poco: 14 giorni. Ieri la polizia ha sgomberato e identificato i membri di Casa per tutti e per tutte che dal 30 marzo occupavano i due casali. «Sono arrivati con 5 blindati alle 9.30 – raccontano gli attivisti del gruppo – non è stato uno sgombero violento, ma ci sono stati momenti di tensione quando un agente ha messo le mani al collo ad una ragazza».

Gli attivisti di Casa per tutti e per tutte, una cinquantina di precari, giovani e famiglie, volevano restituire quegli spazi privati alla collettività, organizzando iniziative culturali, recuperando abitazioni e avviando orti urbani. «In questi quartieri non ci sono poli culturali – spiegano – e data l’emergenza abitativa è una vergogna lasciare quegli spazi al degrado e alla speculazione edilizia». Parole di solidarieta agli occupanti e di condanna dell’azione di polizia sono giunte dall’Unione Inquilini. Renato Rizzo, responsabile per la zona nord ha parlato di pericolo speculazione. «Secondo i piani urbanistici del Comune – ha detto – questo vecchio casale circondato dal verde dovrebbe finire seppellito sotto l’ennesima colata di cemento: un chiaro piano di speculazione edilizia che noi ovviamente condanniamo».

Dopo lo sgombero ieri il gruppo ha distribuito volantini a Casalotti e nei quartieri limitrofi annunciando un’assemblea pubblica sabato 14 aprile alle 10.30 in Piazza Ormea. «Andremo avanti con la nostra lotta, denunciando l’emergenza abitativa, nonostante constatiamo che l’unica risposta delle Istituzioni sia l’invio degli agenti». Gli occupanti saranno denunciati all’autorità giudiziaria per occupazione di immobili e invasione di edifici. L’area è stata restituita al proprietario per la messa in sicurezza e il questore ha chiesto ai proprietari di stabili in disuso di metterli in sicurezza per prevenire altre occupazioni.

Eleonora Giovinazzo