Pedalate pericolose dentro e fuori le piste

0
25

Difficile la vita per i ciclisti romani: usare la bicicletta nelle strade della capitale, infatti, può essere molto pericoloso ». A rimarcarlo Codici, l’associazione per i diritti del cittadino, che, grazie alle numerose segnalazioni ricevute, ha rilevato come le criticità nascano da errori nella progettazione di piste che non prevedono lo spazio necessario per ciclisti e pedoni, disagi creati dall’assente manutenzione, degrado diffuso, inciviltà di automobilisti che parcheggiano sulle piste, mancanza della segnaletica orizzontale.

Problematiche confermate dall'indagine sulle piste ciclabili capitoline presentata lo scorso novembre dall'“Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali del Comune di Roma” e attuata in collaborazione con i “ciclomobilisti”, un gruppo di bikers che utilizzano la bicicletta per spostarsi tutti i giorni per lavoro e che si sono prestati a monitorare la situazione del 2011 confrontandola con quella dell'anno precedente. Risultati? Non proprio incoraggianti: per i 15 tratti valutati come i peggiori nel 2010 il giudizio appare immutato, se non peggiorato, come per il tratto Tevere Sud, che ha perso punti in sicurezza; viale Oxford, privo di segnaletica e illuminazione; Torre Angela gravata da cumuli di rifiuti. BiciRoma, con le testimonianze dei suoi oltre 7000 iscritti, rincara la dose: fondi sconnessi a viale Tiziano, insediamenti abusivi a Magliana e a Tor di Quinto, pista interrotta a via Cicerone dalla nuova collocazione di un semaforo e della corsia riservata agli autobus, dopo i lavori di restyling di piazza Cavour.«La ciclabile, con tutti i suoi problemi e disagi di manutenzione, è però una tutela per il ciclista – testimonia Mara, che da 15 anni usa esclusivamente la bici – Quando dobbiamo spostarci da una pista all'altra o in zone in cui non sono previste ciclabili, dobbiamo fare i conti con il traffico. E nel caso di scontri con auto, non siamo carrozzati. Spesso a caduta segue ferito, non sempre lieve» . Sono state 546, infatti, nel Lazio le biciclette coinvolte nel 2010 in scontri, con 14 morti e 509 feriti, come riportato dell'Ania. E nella capitale quest'anno non è iniziato meglio: Giuseppina, 70 anni, travolta da un camion a piazza Re di Roma mentre si recava a fare la spesa; la giovane Eva, investita da un taxi a via dei Fori Imperiali; Alice, 22 anni, falciata sulla via Salaria da un automobilista che non si è fermato al rosso. Sono solo alcune delle ultime vittime che hanno perso la vita in sella alla loro bici, perché a Roma muore un ciclista a settimana secondo i dati dell'Asaps per il 2009 e, sul totale di vittime della strada, il 50% risultano pedoni e ciclisti.

Alcune soluzioni potrebbero essere quelle proposte nel progetto di legge presentato dal senatore Francesco Ferrante in risposta alla campagna Salvaciclisti: l'inserimento del limite di velocità di 30 km/h nelle zone residenziali in cui non siano previste piste ciclabili e l'installazione di rilevatori tecnici agli incroci pericolosi. E naturalmente realizzare ulteriori collegamenti ciclabili che creino un fitto circuito che serva tutta la città. «Serve più attenzione per le bici, una reale soluzione di trasporto, ma per ora da Alemanno abbiamo sentito solo chiacchiere – conferma Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio – Servono soprattutto gli investimenti per passare da 225 a 1.200 chilometri di rete ciclabile, da 26 a 350 stazioni per il bike sharing, con tanti nuovi parcheggi nei nodi di scambio. Ad oggi, questi ambiziosi progetti rimangono ancora sulla carta, visto che risultano già finanziati solo 65 chilometri di nuovi itinerari». Intanto, in attesa dei sospirati prolungamenti della rete cicloviaria, si stanno sbloccando alcune situazioni che riguardano le nuove infrastrutture, i ponti. E' quanto è accaduto per la ciclabile che da viale Angelico arriva fino a Castel Giubileo, interrotta fino allo scorso marzo dal cantiere del Ponte della Musica. Inaugurata la struttura, la ciclabile è stata dimenticata per otto mesi, fino alla riapertura avvenuta durante il sit in di protesta organizzato da Legambiente. Ora però si attendono i lavori di collegamento della pista originaria alla corsia ciclabile realizzata sul ponte. Buone notizie anche per il cavalcavia Ostiense per il quale, dopo la protesta del Municipio XI e delle associazioni di ciclisti, è stata prevista una corsia riservata ai bikers. «Il Presidente della Commissione Ambiente De Priamo e l’Assessore Ai Lavori Pubblici Ghera hanno accolto la nostra istanza integrando il progetto iniziale che non prevedeva i collegamenti ciclabili – ha dichiarato Fausto Bonafaccia, presidente di BiciRoma – Questa nuova opera può essere il fulcro di un nuovo asse ciclabile che colleghi le dorsali Colombo e Tevere, grazie anche al nuovo ponte ciclopedonale della Scienza che si dovrebbe interconnettere con la ciclabile sottostante.» Insomma c'è ancora tanto da fare. Ma la priorità per ciclisti, associazioni e istituzioni politiche rimane la medesima: la rapida approvazione del Piano Quadro della Ciclabilità, il documento che prevede le proposte di miglioramento e i progetti di espansione della rete cicloviaria, attualmente ancora in attesa di essere valutato dall'Assemblea capitolina.

Francesca Bastianelli