Scontri ad Albano, è polemica No Inc: siamo stati aggrediti

0
26

Il day-after del corteo di Albano porta in grembo dati importanti: in seguito ai tafferugli tra dimostranti e forze dell'ordine la questura di Roma parla di 40 denunciati, 7 agenti feriti e un minorenne (che secondo gli inverstigatori avrebbe preso parte all'aggressione al contingente con lancio di sassi) arrestato per resistenza a pubblico ufficiale. Numeri scioccanti per il contesto castellano, che però non scalfiscono il serpentone pacifico di cittadini, sfilato sabato al grido di “Basta dicariche e inceneritore, né qui né altrove”.

Unanime la condanna delle violenze da parte delle istituzioni (anche il sindaco di Albano, Nicola Marini), diversificate le testimonianze su come si è giunti allo scontro. Per la questura tutto si era svolto regolarmente, quando 200 manifestanti si sono staccati e hanno tentato di occupare la Nettunense. Una tesi smentita dai No Inc: «Nessuno di noi ha mai pensato di fare marcia verso la Nettunense». Il comitato ha evidenziato come «prima che l'assemblea conclusiva del corteo iniziasse, le persone che man mano arrivavano a Piazza Mazzini, hanno trovato un ingiustificabile schieramento di forze dell'ordine, come sin dalla prima mattinata per tutte le strade di Albano. In prossimità di Villa Doria, quando il corteo continuava il suo percorso, è partita una carica delle forze dell'ordine». I No Inc poi sottolineano: «Come se non bastasse l'ingiustificato nervosismo degli agenti si è manifestato anche a conclusione del corteo. Mentre 4 studenti stavano tornando a casa, sono stati fermati e aggrediti dalla Digos di Roma, con la giustificazione di un controllo ma con l'intenzione di arrestare uno dei 2 minorenni». Da lì il presidio spontaneo sotto il commissariato di Albano per chiedere il rilascio dello studente, dove secondo Castri «i membri No Inc sono stati accerchiati da un reparto della celere di Roma e della celere di carabinieri pugliesi, per poi essere identificati. La polizia di Albano, viceversa, ha mostrato equilibrio nel ricomporre la tensione per mantenere un contatto positivo con i rappresentanti del movimento e dell’Amministrazione. La magistratura, speriamo presto, accerterà quanto accaduto».