Turbogas, tanto rumore per nulla

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Sembra calato il silenzio sulla tanto “vituperata” centrale Turbogas del IV Chilometro, tra Artena e Colleferro. Solo sei mesi fa si parlava di proteste, petizioni popolari, ricorsi ad adiuvandum dei Comuni limitrofi e battaglie in parlamento. Oggi sembra a rischio persino lo stesso dibattimento al Tar del procedimento.

A confermarlo è l'avvocato Daniele Castri, conosciuto anche come il legale della battaglia dell’inceneritore di Albano, che parla di «ritardi e inefficienze» delle Amministrazioni comunali interessate. «In questi mesi dovevamo presentare la richiesta di fissazione della data dell’udienza al Tar – dice Castri. Questo non è avvenuto perchè dagli ultimi incontri intercorsi con amministratori e associazioni nulla è cambiato sul fronte della battaglia. Al contrario di Albano da queste parti non c'è la piena volontà a opporsi a un progetto ingiusto per l'ambiente o forse c'è il semplice sgomento da parte dei Comuni, che si sono accorti di essere intervenuti troppo in ritardo ». Il Tribunale Amministrativo Regionale in verità lo scorso ottobre si era espresso contrariamente alla richiesta di sospensiva dei lavori della centrale. Ma questo non pregiudicava affatto l'esito finale del ricorso e il caso di Albano, appunto, insegna. Ma al contrario dell'impianto di incenerimento dei rifiuti castellano qui al IV Chilometro i lavori procedono speditamente e dovrebbero a queste punto essere conclusi nel giro di pochi mesi. Ora anche le lamentele per i rumori del cantiere sembrano scomparse. Dello stesso comitato per la difesa del territorio, che aveva annunciato manifestazioni in piazza con tanto di gazebo e camper, non c'è più traccia. C'eravamo lasciati con la richiesta di una centralina nell'area del cantiere per il monitoraggio dell'area. «Oggi – ci dice una rappresentante – non ci sono novità».

L'azione di protesta si è spenta. Eppure sembravano esserci tutti i presupposti per una legittima opposizione. Modifica del progetto e mancato rispetto dei termini per la pubblicazione degli atti le due maggiori obiezioni mosse dai legali. Secondo l'accusa sarebbe stata apportata una modifica al progetto della Secosvim tale da comportare una sostanziale variazione dei parametri tecnici dell'impianto. Correzioni che secondo i giuristi non sarebbero state rese pubbliche secondo le prescrizioni normative. L'impianto è destinato a sostituire quello attualmente in funzione nel comprensorio industriale Avio e fornirà energia anche per altri insediamenti sul territorio. La newCo Termica Colleferro spa, controllata per il 60% da Seci Energia e partecipata per il 40% da Avio, è già subentrata nella conduzione della centrale attualmente in uso. L’avvio dell’esercizio commerciale avverrà, presumibilmente, entro l’anno.

Carmine Seta