Auto in fiamme e statue profanate

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Nettuno, tra fiamme e sacrilegi. Non è mancato nulla nella città tirrenica nell’ultimo fine settimana, all’insegna del festival degli orrori.

Il weekend di ordinaria follia è stato inaugurato da un giovane trentenne, che per “onorare” il primo anniversario della beatificazione di papa Giovanni Paolo II, ha pensato fosse necessario violare la memoria di questo grande personaggio. Nel Santuario di “Nostra Signore delle Grazie”, il giovane si è introdotto nella sala dei souvenir cercando di rubare il busto del papa polacco, donato alla città dagli artisti Enzo Pollastrini e Anna Maria Ruisi. Il delinquente ha agito convinto che si trattasse di una statua di valore e nella foga del furto, per sradicare il busto dalla terracotta lo ha afferrato per la testa, che però gli è rimasta in mano cadendo in terra. I carabinieri sono già sulle tracce del malvivente: in loro soccorso è sopraggiunta la testimonianza di una suora e le riprese di un sistema di videosorveglianza. I due artisti hanno subito preso in consegna l’opera nell’intento di restituirla ai nettunesi per l’1 maggio, data della ricorrenza della beatificazione di Wojtyla.

Nella notte tra sabato e domenica è tornato alla ribalta anche il fenomeno degli incendi dolosi: intorno alle 3 del mattino sono stati presi di mira numerosi cassonetti per la raccolta dell’immondizia: i vandali non hanno risparmiato nessuna zona, appiccando il fuoco prima in via Lombardia, di seguito in via Vittorio Veneto. L’epilogo di questa scorribanda si è registrato presso il parcheggio di piazzale Berlinguer, dove i danni si sono estesi anche ad alcune autovetture. Le fiamme appiccate ai cassonetti si sono propagate distruggendo completamente ben tre macchine, mentre per altre quattro c’è stata l’esplosione dei vetri. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Anzio, che hanno evitato che l’incendio si estendesse anche ad altre auto. Anche in questo caso i carabinieri stanno lavorando su alcune piste ben delineate, nell’auspicio che venga fatta luce su questo ennesimo episodio intollerabile. Nel frattempo al Borgo Medievale non è stato risparmiato neanche il busto del gesuita Paolo Segneri: per lui è andata meglio, solo qualche scritta con bombolette spray.  

Marcello Bartoli

 

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