Monterotondo in piazza contro la chiusura dell’ospedale

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Tutti contro la chiusura del Santissimo Gonfalone. L’appuntamento per parlare della dismissione dell’ospedale eretino era per ieri pomeriggio nel corso di una nuova assemblea pubblica durante la quale si è parlato anche della realizzazione dell’ospedale del Tevere, opera attesa da anni ad oggi rimasta solo su carta. In mancanza di notizie certe il depotenziamento della struttura, come annunciato dal piano di riordino della rete sanitaria della Regione Lazio, è stato progressivamente avviato. In pratica reparti chiusi e trasferimento del personale.

Del “caso “si è parlato di nuovo ieri con la visita al Santissimo Gonfalone di una delegazione del Partito Democratico del Lazio. Più tardi presso il Parco Arcobaleno si è tenuta una assemblea pubblica per fare il punto della situazione del nosocomio eretino e della sanità nella regione con il sindaco Mauro Alessandri e con Francesco Antonelli, Bruno Astorre, Francesco Dalia, Carlo Lucherini, Enzo Foschi e Esterino Montino. «L’ospedale di Monterotondo è un presidio sanitario fondamentale con un pronto soccorso che ha ancora, nonostante i tagli e l'annunciata chiusura, circa 25mila accessi l'anno, con un bacino d'utenza di 200mila persone – ha detto il consigliere regionale del Pd Carlo Lucherini – una struttura che deve essere potenziata. Va rilanciato il progetto di realizzazione di un nuovo nosocomio per la Valle del Tevere, un ospedale nuovo, moderno ed efficiente per Roma nord. Adesso l'ospedale è in serie difficoltà, con infermieri trasferiti e criticità in alcuni reparti. Noi diciamo no all'accorpamento chirurgia – ortopedia e no al trasferimento degli ambulatori all'interno dell'ospedale, che è l'anticamera della riconversione, cioè della chiusura».

Adriana Aniballi

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