La difesa dell’ambulatorio Pascarella

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Oltre 200 tra infermieri, medici, tecnici e cittadini hanno partecipato ieri mattina alla manifestazione indetta dalla Fp Cgil di Roma Ovest per protestare contro la chiusura del poliambulatorio di via Cesare Pascarella e in difesa della sanità pubblica. E nel pomeriggio delegati sindacali hanno occupato la sede dell’Asl Rm D dove erano andati per essere ricevuti dal direttore responsabile, che non si è fatto trovare.

A soli quattro giorni dalla chiusura, la direzione aziendale non ha reso noto ai cittadini il destino del poliambulatorio e «vaneggia sull’utilizzo di un autobus per trasportare gli utenti che si recheranno ancora al Poliambulatorio di via Pascarella per consegnarli alla Clinica privata Di Liegro. Si tratta di una scelta assolutamente scellerata che cancella il poliambulatorio più frequentato del territorio con oltre 30 specialità attive e che offre 200 visite al giorno, 30 radiografie e 40 prelievi per ingrassare la sanità privata», spiega il sindacato. Alla manifestazione hanno partecipato il presidente del Municipio XVI Fabio Bellini e l’assessore municipale alla sanità Sara Graziani, i consiglieri Daniela Cirulli (Municipio XVI), Paolo Masini (Comune di Roma), Enzo Foschi (Regione Lazio) oltre a Emanuela Droghei, responsabile politiche sociali del Pd di Roma i quali si sono impegnati a sostenere la proposta della Fp Cgil Roma Ovest e dei lavoratori del poliambulatorio per l’utilizzo degli spazi abbandonati del Forlanini come nuova sede in cui garantire tutte le prestazioni fino ad oggi erogate. La Fp Cgil ritiene che la politica del direttore generale di svuotamento delle strutture pubbliche in favore dei privati sia tesa a colpire le fasce più deboli della popolazione come anziani, disabili, immigrati, che fino a oggi hanno trovato nel poliambulatorio e nella Asl risposte ai loro bisogni di salute e che «sia in linea con l’idea di questa giunta regionale – afferma la Fp Cgil – di indebolire la sanità pubblica e trasformare le Asl e la Regione in una mera stazione appaltante verso i privati sul modello della gestione Formigoni in Lombardia di cui giornalmente scopriamo i disastri, gli interessi privati e le ruberie».Sara Graziani durante il suo intervento ha espresso preoccupazione e incentivato una soluzione rapida per il territorio. «Siamo di fronte ad un evidente pericolo per i cittadini di perdere il presidio sanitario, con i conseguenti disagi e disservizi per l’intero territorio, ma siamo altresì preoccupati per il destino dei tanti operatori e le tante professionalità che lavorano in quella sede. Come Municipio – ha aggiunto – siamo assolutamente convinti che quelle risorse vadano tutelate e che non vi possano essere altre soluzione che quella di una struttura pubblica dentro i confini del XVI.

In tal senso abbiamo preparato una mozione, che andrà domani (oggi n.d.r.) in Consiglio, con cui esprimiamo l’esigenza di trovare nei locali inutilizzati del Forlanini la nuova sede della Asl». Stessa proposta è stata espressa a più riprese Enzo Foschi, consigliere del Pd della regione Lazio e membro della commissione Sanità della Pisana, da Paolo Masini, consigliere Pd del comune di Roma e ieri anche dal consigliere Pd del Municipio Daniela Cirulli. «Occorre invece puntare sul Forlanini – hanno proposto Foschi, Masini e Cirulli durante il presido – che ogni giorno di più declina, come pure ampiamente riportato dagli organi di informazione, verso il degrado e l’abbandono. Solo così si potrà garantire alla popolazione residente l’accesso a prestazioni sanitarie in una sede limitrofe e, al contempo, si recupererebbero preziosi spazi restituendo vivibilità e dignità ad una sede prestigiosa per la medicina del Lazio».