Post Malagrotta, ora tutti contro Clini

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Sembra ormai la storia di Penelope quella per il dopo Malagrotta dove si costruisce di sera e si “distrugge” di giorno. Qui il protagonista è però il "super" ministro Clini, colui al quale le istituzioni locali, compreso anche il prefetto commissario Pecoraro, hanno demandato l'ardua scelta del sito destinato a sostituire la discarica più grande d'Europa. E lui come da calendario ha scelto. In cima alla lista del rappresentante del governo ci sono Monte Carnevale e Pizzo del Prete. Mentre però il primo è immediatamente “attivabile, per il secondo ci sarebbero problemi di tempistica per gli interventi richiesti.

Nel secondo gruppo Monti dell'Ortaccio, di proprietà di Manlio Cerroni (padrone di Malagrotta) e Pian dell'Olmo. Terza fila per Corcolle e Riano, con vincoli ambientali e archeologici. Bocciati Osteriaccia e Castel Romano. Il ministro ha tenuto a precisare che la selezione è stata fatta in base alle caratteristiche morfologiche e idrologi che dei territori interessati e che«ci sono le condizioni per gestire in maniera equilibrata e razionale una scelta. Ho sempre suggerito ha aggiunto Clini di non aprire la tombola sulle discariche. Richiamo le istituzioni al senso di responsabilità ha precisato.

Quello che vi propongo è un impegno vincolante. Questo è ciò che vi offriamo, se volete che lavoriamo insieme e ci assumiamo insieme le responsabilità. Se, invece, a questo punto le Amministrazioni ritengono di non poter condividere la nostra proposta noi la consegniamo e poi ognuno si assume le sue responsabilità». Promesso an-che un contributo di 10 milioni di euro per il 2012, 2013e 2014 finalizzato alla «raccolta della differenziata e al monitoraggio dei diversi stadi operativi del piano di lavoro». Obiettivo raggiungere il 35%dei rifiuti urbani entro la fine del 2012, del 50% entro il2013 e del 65% entro il 2014. Clini ha deciso, ora tocca a Zingaretti, Alemanno e Polverini.

L'ultima concessione del ministro al sindaco e ai due presidenti è la proroga di altri quattro giorni :«Avranno tempo fino al 4maggio, rispetto al 30 aprile che avevamo stabilito prima, per poter leggere i documenti e decidere». Lo step successivo è tra due mesi: «Entro il 30 giugno – ricorda Clini -la Regione ci deve indicare il sito per la discarica definitiva ed entro il 30 settembre devono essere completate le procedure di autorizzazione per gli impianti». Ma ieri erano già chiare le intenzioni delle Amministrazioni.

Zingaretti in una nota stampa ha chiesto maggiori chiarimenti «sull’aumento della raccolta differenziata nei comuni di Ciampino e Fiumicino, che hanno conferito fino ad oggi a Malagrotta» dicendo si assolutamente contrario all’ipotesi Monte Carnevale. Una posizione quest’ultima condivisa a pieno da Alemanno e Polverini. «Monte Car-nevale non si deve fare e non si farà ha detto il sindaco. Ho già detto che sono pronto a mettermi la fascia tricolore e a guidare le pro-teste». No anche dalla governatrice. «Io mi sono di-chiarata contraria non solo a Monte Carnevale ma a tuttala zona della Valle Galeria ha detto la presidente  perchè ritengo sia assolutamente compromessa dal punto divista ambientale». E contra-rietà al progetto sarebbe stata espressa anche dal ministero della Difesa.

E a riferirlo è la stessa Polverini. «Ho avuto modo di sentire il prefetto commissario Giuseppe Pecoraro che ha avuto una comunicazione ufficiale da parte del ministero della Difesa, che esprime una netta contrarietà su Monte Carnevale perché  è vicino al centro Interforze della Difesa, il centro Intelligence, e che quindi entrerebbe in conflitto con parametri di riservatezza e di comunicazione».

E se su Monte Carnevale la strada si fa in salita, meno percorribile, e non solo perla tempistica di intervento, appare la soluzione Pizzo del Prete (vedi box in pagina). Scartata a parole la scelta di Clini, se le priorità del ministro hanno una ragione, allora ritornerebbero con forza le ipotesi di Pian dell'Olmo e Monti dell'Ortaccio, per la gioia del magnate Cerroni(tra l'altro presente nell'ultimo incontro di giovedì tenutosi al ministero), tutti e due formalmente nel Comune di Roma ma a poche centinaia di metri dalla provincia. Un giusto compromesso per la politica. Ma forse i cittadini non la prenderanno bene