Gigi D’Alessio rischia imputazione per rapina dopo l’aggressione ai fotografi

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Rischia un’imputazione per rapina il cantante Gigi D’Alessio in relazione all’aggressione a due fotografi avvenuta l’11 gennaio del 2007 fuori la sua villa all’Olgiata.

La circostanza è emersa nel corso del processo di secondo grado per il compagno di Anna Tatangelo cui si è giunta dopo la condanna inflitta nell’aprile 2008 a nove mesi di reclusione per i reati di lesioni aggravate ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Analoga pena fu stabilita anche per il collaboratore del cantante partenopeo Roberto De Maria. All’esito della discussione delle parti (il pg Pietro Catalani aveva chiesto una condanna a quattro mesi ritenendo caduto il reato di lesioni avendo risarcito D’Alessio i due fotografi) la I Corte d’Appello, presieduta da Vincenzo Roselli, invece che uscire dalla camera di consiglio con una sentenza, ha emesso una nuova ordinanza. Nel provvedimento i giudici hanno proposto una modifica del capo d’imputazione, ipotizzando invece del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, quello più grave di rapina. Il processo è stato quindi aggiornato al 12 dicembre per una nuova discussione delle parti con la nuova imputazione di rapina.

La decisione della Corte d’Appello sembra richiamare le motivazioni del processo di primo grado in cui si affermò che l’aggressione ai paparazzi aveva “uno scopo non solo preciso, ma anche preordinato (quello di sottrarre le macchine fotografiche e il relativo contenuto) e che necessitava dell'intervento di più persone” per porre fine “alle continue intromissioni nella vita privata del cantante”. L’avvocato Gennaro Malinconico, che assiste il cantante, si è detto “sorpreso” della decisione del Corte: “Leggeremo con attenzione l’ordinanza – ha detto – ma è una decisione che non ci aspettavamo alla luce anche della remissione della querela da parte di entrambi i fotografi coinvolti nella vicenda”.