«Diciamo no a una nuova Malagrotta»

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Mentre continua il balletto istituzionale sulla scelta dei nuovi siti per il dopo Malagrotta, non si placano le proteste dei cittadini. Il 30 aprile scorso, a Torrimpietra, è andata in scena l’ultima manifestazione organizzata dal comitato Rifiuti Zero, alla quale hanno preso parte circa 400 persone di Fiumicino, Valcanneto, Ladispoli e Piana del Sole. Un corteo pacifico e colorato si è snodato lungo via Aurelia per riaffermare il diritto alla salute e alla difesa del territorio e per dire “no” a Pizzo del Prete e a tutti i siti a rischio «perché ovunque si abbatta la scelta del prefetto sarà una condanna per tutti».

«Siamo convinti – spiega Marcello Giuliacci, presidente del comitato Rifiuti Zero Fiumicino – che nessun sito è idoneo per discariche e inceneritori: non lo è Albano, non lo sono Riano e Corcolle, non può esserlo Monti dell’Ortaccio in una Valle Galeria per la cui bonifica occorreranno decenni, non lo siamo noi qui a Fiumicino. Non esistono siti adatti, perché le scelte sono sbagliate, perché la soluzione esiste e non è quella di cui stanno discutendo da quasi un anno nella capitale: è la raccolta differenziata porta a porta, il recupero, il riuso, il riciclo e il compostaggio ». Il 27 aprile scorso il Consiglio di Fiumicino ha espresso il suo veto per Pizzo del Prete, anche se il sito traianeo rimane uno dei principali indiziati per la localizzazione dell’impianto definitivo. Per quello provvisorio restano in ballo Corcolle, Quadro Alto e Pian dell’Olmo mentre Monte Carnevale, indicato di preferenziale idoneità dal ministro Clini ma respinto dalla Difesa, non è fra i “candidati” di Pecoraro. La decisione del prefetto è prevista per domani, anche se alcune indiscrezioni indicano che le riserve potrebbero essere sciolte solamente dopo le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio prossimi. In caso di ulteriore rinvio, la manifestazione inizialmente prevista per le 9.30 del 5 maggio, sempre a Torrimpietra, si trasformerà in assemblea pubblica. In caso di decisione definitiva, invece, la protesta è pronta a esplodere in tutta la sua forza.

Diego Cappelli