Inceneritore di Albano, arriva un nuovo esposto

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No Inc ancora all'attacco. Una nuova denuncia penale è stata depositata presso la Procura della Repubblica di Roma dallo staff legale del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano in merito ad alcune procedure tecnico-amministrative durante la precedente legislatura regionale di Piero Marrazzo.

Una “risposta legale”, come la definisce il referente Castri, alla sentenza del Consiglio di Stato, che di fatto ha dato il via libera ai cantieri del termovalorizzatore di Roncigliano annullando però l'ordinanza regionale del 2008, che garantiva i Cip 6, ovvero i fondi pubblici per la costruzione dell'impianto. «Diverse le risultanze, oltre alle nuove relazioni tecniche, da noi sottoposte all’attenzione della Procura di Roma – ha sottolineato perentorio Daniele Castri -. Prima di tutto una denuncia nei confronti di due dirigenti della Regione Lazio e di un consulente privato per abuso d’atti d’ufficio, omissione d’atti d’ufficio, abuso di potere, raggiro, artificio e truffa ai danni dell’Ente Regione Lazio. In secondo luogo – rimarca ancora – la richiesta alla Procura di Roma di una perizia tecnica (nella forma di Ctu, commissione tecnica d’ufficio o di Cts, commissione tecnico-scientifica, ndr) al fine di accertare, quanto prima, le modifiche intervenute tra il primo progetto di inceneritore (raffreddato ad acqua) ed il secondo (raffreddato ad aria)».

Modifiche, per il No Inc, che rendono «l'impianto, di fatto, un prototipo industriale mai progettato, sperimentato, brevettato né costruito in nessuna parte del mondo. Progetto in sostanza che se realizzato – incalza infine Castri – renderebbe i cittadini dei Castelli Romani delle cavie umane». Il comitato ha inoltre avanzato la richiesta di sequestro di tutta la documentazione progettuale depositata dal Co.E.Ma. presso la Regione Lazio. Ora, dopo l’apertura di questa nuova procedura penale, si andrà avanti verso il prossimo obiettivo: il ricorso all’Unione Europea.

Marco Montini