La protesta degli addetti alle pulizie

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Sit-in di protesta ieri mattina all’aeroporto di Fiumicino da parte dei dipendenti della Snam Lazio sud, la società che si occupa delle pulizie al Leonardo da Vinci. La Snam Lazio sud, una delle società riconducibili al patron della Lazio, opera allo scalo romano ormai da due anni e mezzo. Al centro della protesta l’imminente scadenza del contratto di appalto alla società e la conseguente assegnazione della gara a una delle società in lista per subentrare che, secondo i sindacati, di fatto non garantirebbe gli stessi diritti acquisiti in questi anni dai lavoratori. Si tratterebbe di quella che sigle e lavoratori definiscono una “svendita” del lavoro.

Inoltre, è già stato fissato uno sciopero di 4 ore dei dipendenti delle pulizie in aeroporto, indetto dai sindacati per l’11 maggio, mentre per questa mattina, dalle 10 alle 12, è prevista un’assemblea davanti all’ingresso del varco equipaggi Alitalia, al piano Arrivi internazionali. Tornando al presidio di ieri mattina, alcuni lavoratori, dopo avere affisso striscioni con scritte di protesta e piantato le bandiere dei sindacati di categoria della   Cgil  ,  Cisl  e Uil Trasporti, cost antemente controllati dalle forze dell'ordine, si sono ritrovati davanti all’ingresso della hall Arrivi internazionali. I sindacalisti Marco Ruggeri, Cisl, e Maela Nuvoloni, Uil Trasporti, hanno dichiarato di aver già sporto denuncia all’autorità per gli appalti pubblici perché “le diverse società che hanno partecipato alla gara d’appalto, con la sola base d’asta a massimo ribasso  dei costi, secondo i conteggi effettuati dagli stessi sindacati, non riuscirebbero a coprire i costi della manodopera”. In parole povere, questo significherebbe tagli del personale e perdita dei diritti acquisiti in questi anni dai lavoratori. Con la vertenza portata avanti in queste ore dai dipendenti della Snam Lazio sud sembrerebbe ripetersi quanto recentemente accaduto con i lavoratori di Argol e TrueStar. In entrambi i casi i sindacati hanno denunciato non soltanto la perdita del posto di lavoro ma anche i diritti acquisiti, tra cui il mancato rispetto della “clausola sociale”, accordo stipulato con Alitalia che dovrebbe garantire il ricollocamento del lavoratore nella nuova società.

Maria Grazia Stella