Crolla l’affluenza: ciclone liste civiche

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Vince l'astensionismo e questa volta è difficile dare la colpa all'improvviso maltempo che ha colpito tutto il Lazio. Nei cinquanta comuni della regione chiamati al voto si è registrato un calo di sei punti percentuali rispetto alla precedente tornata elettorale (72,58 di oggi contro il 78,87). Una forbice che si allarga in provincia arrivando a toccare gli otto punti (68,46 di oggi contro il 76,51).

Il miglior dato ad Allumiere (84,71 contro l'88,38), il peggiore ad Ardea (60,30 contro il 65,82). In tutto sono stati 470mila i cittadini del Lazio chiamati alle urne. Undici i comuni al di sopra dei 15.000 abitanti, di cui sette in mano al centrosinistra, tre al centrodestra e uno guidato da realtà civiche. Trent'otto i comuni al di sotto dei 15.000, di cui 26 di centrodestra e 12 di centrosinistra. Sono state le elezioni delle liste civiche, in vistosa crescita, ma anche quelle del movimento dei "grillini" alla loro prima a Civitavecchia e Ladispoli. Quanto a politica, questa sconosciuta, molta, molta confusione. Se i tre segretari dei partiti a sostegno del governo Monti volevano trarre qualche indicazione per il futuro da queste comunali di certo non la troveranno nelle diverse compagini che si sono aggiudicate i seggi dei nuovi organi di governo locale. Sono tornate le divisioni e i continui appelli di segretari e dirigenti di partito in campagna elettorale ne sono la prova (vedi Ardea Pdl e Lariano Pd). Non sono mancati poi cambi di casacca e "pasticci". Ad Ardea, tanto per fare un esempio, un candidato è stato accusato di essere in lista con due schieramenti. Al di là delle polemiche alla fine ne uscito un quadro contrastante negli otto comuni della fascia metropolitana (Ardea, Castel Gandolfo, Labico, Lanuvio, Lariano, Marcellina, Monte Compatri e Nemi) che vede cinque conferme di schieramenti e tre ribaltoni. Sul fronte Pdl, eccezionale e al di là delle aspettative l'affermazione del sindaco di Monte Compatri Marco De Carolis rieletto con il 63% delle preferenze. Sul filo di lana invece l'elezione di Alfredo Galli, una vecchia conoscenza per i cittadini di Labico per i sui trascorsi da sindaco, che per 74 voti ha battuto lo sfidante Tulli, in forza al Pd. Delusione invece per il sindaco uscente Andrea Giordani che non ce l'ha fatta ad entrare in Consiglio. E il centrodestra ce l'ha fatta anche ad Ardea, evitando così il ballottaggio, dove Luca Di Fiori raccoglierà l'eredità di Eufemi. Fanno un passo in avanti i moderati a Nemi, che hanno ribaltato il governo di centrodestra. Nella città delle fragole la sfida a distanza tra la governatrice Polverini e il suo vice alla Pisana Ciocchetti si è conclusa a favore di quest'ultimo. L'Udc vede così l'elezione di Alberto Bertucci, che battutto Cinzia Cocchi con il 38,42% delle preferenze. Cambio di colore anche a Lanuvio dove il sindaco uscente Umberto Leoni in quota al centrosinistra ha dovuto cedere il passo al suo sfidante di sempre Luigi Galieti in forza a una lista civica. Stesso scenario, a ruoli invertiti, nella vicina Lariano dove il Pd subentra al centrodestra con Maurizio Caliciotti, alla guida della sua "Prima Lariano".

In generale avanzano Pd e Udc, ma sono le liste civiche il vero motore di queste elezioni. Oggi ci sarà tutto il tempo per una sana riflessione ma ieri sono arrivate già le prime polemiche. E tra questi non poteva mancare il sindaco Gianni Alemanno che ha invitato il suo segretario di partito Angelino Alfano a riflettere sui dati. «Credo che Alfano, se vuole salvare il Pdl, debba urgentemente convocare il congresso nazionale. Solo una grande riflessione politica puo' rilanciare il partito dopo questi risultati» – ha detto il primo cittadino. Tra le curiosità da segnalare l'annullamento delle elezioni a Camerata Nuova a causa del rinvio disposto dal prefetto di Roma dopo il decesso del candidato sindaco della lista Msi, Movimento sociale italico, Riccardo Raimondi. Irregolarità invece a San Giovanni Incarico (Fr) dove i carabinieri hanno denunciato un 45enne e un 40enne del luogo perché responsabili del reato di inottemperanza al divieto di introdurre, all’interno di cabine elettorali, telefono cellulare. I due avevano introdotto i propri telefoni, che utilizzavano per immortalare il voto appena espresso. Infine Luigi Fiorucci (Lista civica Lateresi per Latera) a Latera (Vt), unico candidato nel centro della Tuscia, ha raccolto 472 voti, il 100% delle preferenze escluse schede bianche e nulle.

Carmine Seta