Piazza SS Apostoli, sciopero agricoltori Lazio: \”Basta suicidi\”

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"Non vogliamo più che un lavoratore si uccida perché perde il posto di lavoro", il grido lanciato dal palco scuote e rimbomba per la piazza piena di braccianti e lavoratori dell'agricoltura, poi parte lo sfogo: "Non pagheremo una crisi che non abbiamo causato, e a questi politici e a questi tecnici che parlano di sacrifici e di ’stringere la cinghia', diciamo: cominciate a farli voi i sacrifici rinunciate ai vostri privilegi,abbiamo stretto anche l'ultimo buco della cinghia! La misura è colma. Date il buon esempio: tagliatevi pensioni, stipendi ed auto blu!" Continua la mobilitazione di Flai, Fai e Uila in piazza Santi Apostoli per protestare contro le misure contenute nel ddl lavoro che mirano ad annullare i diritti previdenziali, assistenziali e contrattuali dei lavoratori agricoli e più in generale del lavoro stagionale.

E' in svolgimento lo sciopero generale di 8 ore del settore in Emilia Romagna e Lazio. Flai, Fai e Uila hanno chiesto che una delegazioni di manifestanti sia ricevuta dalla commissione Lavoro del Senato per illustrare le proposte unitarie di modifica al ddl lavoro che riguardano, in particolare, l’articolo 11 che estende l’uso dei voucher a tutto il lavoro stagionale nel settore agricolo e gli articoli 24-28 (mini-Aspi), che riducono drasticamente le indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e i contributi figurativi validi ai fini pensionistici. Sull’utilizzo dei voucher, invece, "se passasse la norma proposta dal governo, il 90 % dei lavoratori del settore potranno, in futuro, essere pagati con un buono da incassare alla posta e, da un giorno all’altro, si ritroveranno senza contratto e salario di qualifica, perderanno tutele per la maternità e contro la disoccupazione, non potranno accedere alla pensione. Con un colpo di spugna saranno cancellate le conquiste sindacali di 50 anni”.

Per quanto riguarda la mini-Aspi (sistema che dovrebbe sostituire l’indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti), secondo i sindacati, "questa comporterà una riduzione media dell’indennità spettante al lavoratore fino al 30 % rispetto a quella attuale. Non solo: il nuovo sistema di calcolo dei contributi figurativi comporterà un forte taglio, nella migliore delle ipotesi, della prestazione pensionistica, se non, addirittura, il mancato raggiungimento al diritto della stessa. Riteniamo che queste norme siano profondamente sbagliate e ingiuste, perché vanno a colpire le fasce più deboli e meno tutelate del lavoro e che, quindi, vadano cambiate dal Parlamento”.