Stop al cemento a Santa Procula

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Non è bastato, al Sostituto Procuratore Giuseppe Travaglini, il parere favorevole del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Sovrintendenza per i Beni Archeologici del Lazio acquisito a marzo di quest’anno in merito alla costruzione di un complesso immobiliare a Santa Procula, per chiudere le indagini in merito ad una presunta lottizzazione abusiva: ieri mattina, proprio su disposizione della procura di Velletri, gli agenti del Comando Provinciale di Roma e della Compagnia di Pomezia, guidati dal Capitano Paolo Lauretti, hanno infatti posto sotto sequestro l’area di circa 4 ettari dove erano già state realizzate le opere di urbanizzazione primaria propedeutiche alla costruzione di un complesso residenziale comprendente appartamenti e villini.

Sull’area, tutelata da vincolo ambientale ed archeologico, le Fiamme Gialle hanno appurato che «stava per essere attuata una lottizzazione abusiva, agevolata dal rilascio di titoli concessori in assenza delle autorizzazioni della Soprintendenza ai Beni Archeologici e della Regione Lazio, necessarie per l’esistenza di importanti vincoli archeologici e paesaggistici». Le indagini, condotte dai finanzieri della Compagnia di Pomezia, hanno già portato all’esecuzione di oltre 20 perquisizioni domiciliari ed alla denuncia di 18 persone – tra cui funzionari comunali e politici locali – per i reati di abuso d’ufficio, lottizzazione abusiva ed esecuzione di opere in assenza di autorizzazione.

Tra i nomi degli indagati figurano quello dell’attuale assessore all’Ambiente Pietro Toce, che attraverso un comunicato stampa nei giorni scorsi ha dichiarato la sua estraneità ai fatti, avendo acquistato “quando la convenzione sui terreni edificabili nella zona di Santa Procula era stata già adottata in Consiglio comunale, conformemente al piano regolatore del 1974”, l’ex consigliere comunale Renzo Antonini, che nel febbraio scorso era stato arrestato per presunte tangenti ed ora ai domiciliari, la dirigente all’urbanistica Anna Ferrazzano, la moglie di un consigliere comunale del PDL ed altri funzionari comunali, oltre a diverse imprese edili legate a politici locali. L’inchiesta, dopo l’acquisizione della documentazione avvenuta durante la perquisizione domiciliare del 3 Maggio, prosegue a pieno ritmo da parte del Sostituto Procuratore Giuseppe Travaglini e dei finanzieri di Pomezia, che stanno cercando di capire come sia stato possibile rilasciare i permessi prima che le autorizzazioni degli Enti superiori fossero stati concessi.

Maria Corrao