Corcolle, si intromette il Tar .Pecoraro: carte in regola

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Nuova puntata sulla decisione per la discarica del dopo Malagrotta. Il prefetto Giuseppe Pecoraro sembra proprio aver imboccato la strada che porta a Corcolle tanto che ieri, a margine dell'assemblea di Uninustria, interpellato sulla “diversità di vedute” tra lui e il ministro dell'Ambiente Clini sul sito tiburtino ha sottolineato che in realtà non si tratta di un contrasto, ma semplicemente «forse io ho delle carte in più che lui deve controllare. Le verificherà e poi tutto si calmerà in tempi brevissimi».

Un indirizzo tra l'altro “rinforzato” dalle prese di posizione della presidente della Regione Renata Polverini «Il prefetto Pecoraro – ha spiegato – sta facendo un grande lavoro al quale lo abbiamo chiamato noi del territorio. Mi auguro che il ministro Clini voglia sostenere il lavoro. Se c'è qualcosa da cambiare va fatto insieme».

Ieri mattina Clini ha fatto sapere che il Tar del Lazio ha concesso trenta giorni al ministero dell'Ambiente per depositare «documentati chiarimenti» circa il noalla localizzazione della discarica nell'area di Corcolle.

 Lo stesso Clini e il ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi hanno scritto al premier Mario Monti per spiegare le ragioni della bocciatura di Corcolle. Una posizione sostenuta tra l'altro al termine dell'audizione col professor Puglisi, presidente della Commissione italiana per l'Unesco dai senatori del Pd Roberto DellaSeta, Francesco Ferrante e Andrea Marcucci secondo i quali «se a Corcolle, cioè alle porte di Villa Adriana, sorgerà davvero una disca- rica di rifiuti, il sito archeologico potrebbe venire escluso dalla lista Unesco dei siti patrimonio dell'umanità. Non sarebbe la prima volta, è già successo con il centro storico della città tedesca di Dresda».