Rebus discariche, scacco al commissario

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Solo fino a due giorni fa sembrava tutto chiaro, tutti concordi con la decisione di Clini: deciderà il prefetto per il dopo Malagrotta. Ma è stato proprio Pecoraro da Bruxelles a spiazzare tutti con il suo ritorno a Corcolle, già bocciato da Mibac e Unesco. Il silenzio dei politici è durato appena 24 ore, giusto il tempo di capire che area tirasse. Il tam tam di dichiarazioni e comunicati stampa è iniziato giovedì dopo la lettera di Ornaghi e Clini al premier Monti, in cui si spiegano i motivi del no alla scelta del prefetto.

A ruota lo hanno seguito senatori, consiglieri regionali e rappresentanti del Campidoglio, dove da novembre si gioca una partita al rimpallo di responsabilità, culminata con la rissa, con conseguente ammonizione disciplinare, dei consiglieri Guidi e Pomarici. Ieri il sindaco, dopo mesi di silenzi, è tornato a difendere quei cittadini del municipio VIII a cui solo un anno fa aveva promesso battaglia sul dopo Malagrotta.

«Monte Carnevale lo escludo, Corcolle ha dei problemi seri» – ha detto ieri il sindaco. Bisogna ragionare attentamente e capire se tutte le ipotesi sono state effettivamente verificate». E ora è d'accordo anche il capogruppo del Pd Umberto Marroni, che ieri ha trovato l'occasione di rilanciare l'idea Pian dell'Olmo, già scartata però dal prefetto. Si torna così al punto di partena, ma chi deciderà questa volta?

Carmine Seta