Servizi ridotti al consultorio: donne in protesta

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Il 12 maggio l’assemblea delle donne del consultorio “Rma IV” ha organizzato un presidio presso il centro sanitario di via Farulli per protestare contro i disservizi in atto e darne visibilità al territorio. La legge recita che i consultori si occupino della salute della donna, della prevenzione e dell’interruzione di gravidanza assistita, ma nel consultorio della Serpentara la norma è rimasta sulla carta, poiché i servizi sono ridotti a poche ore a settimana, la struttura è in degrado edilizio e non ci sono indicazioni stradali che ne avvertano la presenza ai residenti e ai passanti.

Partecipazione alla mobilitazione anche di molte donne aderenti all’associazione “Donne in genere- centro donne Lisa”. «Oggi siamo qui, perché vogliamo partecipare ai servizi consultoriali. Il nostro primo obiettivo è stato quello di riaprire il consultorio di via Farulli, uno degli unici tre esistenti sul territorio malgrado la legge indichi la presenza di un consultorio ogni 20mila abitanti» dichiara Daniela Amato (Donne in genere). «Per noi donne immigrate il consultorio è importante, perché possiamo avere un servizio sanitario anche senza documenti», afferma Amina del comitato “Volonté” di Casal Boccone. Presente al presidio anche Riccardo Corbucci, consigliere MunicipioIV: «È doveroso esserci – -ha detto -, perché non è interesse di genere, ma sociale. Noi faremo un atto forte nei confronti del Comune per ripristinare il consultorio in tutte le sue funzioni». Criticita anche per le donne over 65: «È veramente vergognoso – dice Emma – che una donna over 65 non possa essere assistita da un consultorio, ci hanno allungato l’età lavorativa, ma non quella della salute».

Alba Vastano