Tubi intasati: ripascimento in ritardo

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Tubi delle draghe otturati dalla sabbia: stop di quasi due settimane per il ripascimento del litorale romano. Un errore, questa volta, nella miscela. Avrebbero infatti dovuto pompare a riva una miscela composta per il 70 per cento di acqua e il 30 per cento di sabbia. E invece dai tubi è arrivata solo sabbia che li ha otturati.

Adesso è tutto da rifare, e dopo un’interruzione tecnica per riparare i danni, da ieri hanno ricominciato a drenare. Vietata la balneazione per il tratto interessato, circa un chilometro di costa, che ha impedito a quattro stabilimenti la regolare attività. Danni e disagi quindi per un intervento iniziato lo scorso anno e interrotto, sempre per motivi tecnici, già due volte. «Hanno dovuto sospendere i lavori perché le pompe erano otturate» spiega il gestore dello stabilimento Venezia, Ruggero Barbadoro «è stato un errore tecnico, ci hanno spiegato. Non ci resta che aspettare. Certo, il lavoro che hanno fatto nell’ultimo mese è da rifare e noi ci auguriamo che nei prossimi giorni il tempo resti incerto. Difficile tenere le persone sulla spiaggia se le temperature si alzano troppo. Speriamo solo che sia l’ultimo incidente di percorso. La sabbia ci serve per restituire a Ostia la spiaggia, non possiamo che aspettare e avere pazienza».

I lavori, iniziati ad aprile, prevedono sessantamila metri cubi di sabbia portati dalle draghe da Anzio. Un progetto, deciso da Comune e Regione, da undici milioni di euro destinati solo a Ostia. La situazione è peggiorata nelle ultime due stagioni tanto che lo scorso anno i gestori erano stati costretti a mandare via i clienti perché non avevano più spazio per lettini e ombrelloni. Le frequenti mareggiate avevano mangiato la sabbia fino alle cabine, la situazione più drammatica è stata registrata dalla rotonda di Ostia fino alle spiagge verso Torvajanica.

Cristina Ferrucci