Allerta “rave party”: raddoppiati i controlli

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Sul litorale è tolleranza zero contro gli “sballi” della movida. Un'operazione di polizia congiunta e coordinata da parte degli agenti dei commissariati di Ostia, Fiumicino, Anzio e Civitavecchia è andata in scena lo scorso fine settimana e sarà così fine al termine dell’estate per evitare che l’eccesso di alcool, droga e decibel finisca per produrre problemi di ordine pubblico o addirittura spezzare qualche giovane vita.

I controlli a tappeto voluti dal questore di Roma Francesco Tagliente hanno portato a un bilancio di 2000 persone identificate, 4 persone segnalate per assunzione di sostanze stupefacenti, 7 multe comminate per infrazioni al codice della strada e 2 patenti e 3 veicoli sequestrati per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droga. Numeri “pesanti” ma che solo in parte danno l’idea dell’esercito di giovani e meno giovani che, con l’approssimarsi della bella stagione, si spostano sul litorale e decidono da una parte di farla da padroni, incuranti della legge e della presenza dei residenti, dall’altra di stordirsi a suon di techno, pasticche e polvere bianca, magari solo per dimenticare le preoccupazioni della routine quotidiana. Non c’è un vero e proprio allarme, se non quello legato alla stagionalità, anche se da Ostia fino ad Anzio aumentano le segnalazioni di possibili rave party.

Proprio dalla città di Nerone, domenica mattina, era arrivata in commissariato una telefonata che denunciava lo svolgimento in pineta di una festa non autorizzata, salvo poi appurare che si trattava solo di alcuni ragazzi visibilmente ubriachi. Diverso il caso del party, regolarmente autorizzato, finito a Fregene nel peggiore dei modi, con tantissimi giovani nemmeno in grado di stare in piedi nel corso dei controlli della polizia. Se parliamo di rave, l’attenzione va spostata più a Pomezia, nella zona industriale, già in passato sede di alcuni raduni con picchi di oltre 2mila partecipanti. Crescono e proliferano i rave “improvvisati”, che nascono in pochi minuti dalle piazze o dalle spiagge, ma non è questa la vera emergenza. Rave o non rave, autorizzazioni o meno, il pericolo resta lo sballo. E la prevenzione l’unica arma (spesso insufficiente) a disposizione.

Diego Cappelli