S.Camillo occupato: sindacati sul piede di guerra

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"I gravi problemi da tempo segnalati al San Camillo Forlanini non sono stati risolti: il Pronto Soccorso è ancora in emergenza, nei reparti sono ricomparsi posti letto in corridoio e si assiste al blocco dei ricoveri programmati, anche per patologie rilevanti. L’intervento dei medici di medicina generale, richiesto dalla Regione per l’assistenza ai codici bianchi verdi, è ininfluente sull’affollamento del Pronto Soccorso determinato dall’impossibilità di ricoverare tempestivamente i pazienti più critici in codice giallo e rosso. Queste criticità sono state finalmente riconosciute dal direttore generale dott. Aldo Morrone che si è dichiarato d’accordo sulle richieste dei sindacati medici e dell’Assemblea dei dirigenti medici: aumento dei posti letto e assunzione del personale necessario per superare i nodi più rilevanti, nell’attesa di un progetto di riorganizzazione aziendale". Così in una nota dell’Intersindacale medici San Camillo Forlanini.

"Proposte già presentate congiuntamente da sindacati e direzione aziendale ai rappresentanti della Regione, nella riunione del 7 maggio scorso. Tuttavia, nonostante il riconoscimento da parte della Direzione generale, i medici del San Camillo Forlanini riuniti in assemblea confermano lo stato d’agitazione della categoria in difesa dei diritti irrinunciabili dei cittadini e degli operatori: accesso alle cure, sicurezza dell’assistenza e dignità della persona. I medici infatti hanno ribadito che lo stato di agitazione non deve cessare fino alla ratifica dell’accordo da parte della Regione, condizione necessaria per renderlo esecutivo. Sono state quindi approvate le seguenti iniziative: occupazione virtuale dell’Ospedale San Camillo Forlanini; rigorosa applicazione delle norme sul lavoro del personale con contratti atipici.

Nel formulare le loro richieste i sindacati medici hanno sempre tenuto conto delle difficoltà legate al piano di rientro: le assunzioni necessarie non comporterebbero infatti incremento della spesa per il personale rispetto all’anno precedente. Le organizzazioni sindacali stanno da tempo richiamando l’attenzione sulla necessità che l’intervento prioritario per il contenimento dei costi deve colpire le spesa per beni e servizi che, nella nostra azienda, dal 2006 al 2010 è aumentata del 30%, anche dopo la drastica riduzione di posti letto ed il blocco del turn over: in questo momento ulteriori tagli alle spese del personale porterebbero solo al gravissimo rischio di non poter garantire livelli di assistenza adeguati, specie nelle aree critiche (Pronto Soccorso, Terapie Intensive, Maternità, Pediatria)".