Anche i tecnici dicono sì a Corcolle

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Ormai è fatta. Sarà Corcolle la discarica provvisoria destinata a sostituire Malagrotta. Il prefetto Pecoraro aspetta gli ultimi tasselli dall'avvocatura dello Stato, poi il dossier sarà consegnato nelle mani del premier Mario Monti. Si tratta di ore. Già in questa settimana potrebbe arrivare il via libera. L'ultima relazione è arrivata martedì sera. Per l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (Arpa), così come per l’Università Tor Vergata, dopo i 3 monitoraggi condotti nei passati 6 mesi, il sito di Corcolle è «idoneo per uso commerciale e industriale e pertanto per accogliere rifiuti non pericolosi» ha detto Pecoraro. L'unica prescrizione è quella di continuare, almeno fino al prossimo ottobre, il monitoraggio delle acque sottostanti.

«Ma è un elemento di cautela – aggiunge il prefetto – visto che finora, dal primo monitoraggio, non sono emersi elementi negativi: abbiamo superato due stagioni, compreso l'inverno e le piogge, e la falda sottostante non è cresciuta e non ha creato problemi. La falda sarà 11 metri sotto il livello della discarica». Per quanto riguarda, invece, i corsi d'acqua in zona (elementi richiamati sia dal ministero dell'Ambiente sia, due giorni fa, da Alemanno) quello del cosiddetto "Fosso dell'acqua rossa" viene definito «modesto», l'altro, la conduttura "Acqua Pia Antica Marcia" «non interferisce con la fascia di rispetto ». Sarà necessaria un'opera di impermeabilizzazione, tutti accorgimenti da tenere in considerazione nella gara europea per la costruzione e successiva gestione della discarica. Gli unici ostacoli, a questo punto, riguardano gli oppositori al progetto. E la lista è lunga. Provincia, Mibac, Unesco, commisione Ambiente dell'Unione Europea, intellettuali internazionali, ministri Ornaghi e Clini, gruppi di opposizione in Regione. E poi il Campidoglio, che dopo i tentennamenti del sindaco dello scorso anno, ora sembra dalla parte dei cittadini (anche se è mistero sul rifiuto della discussione della mozione Nanni).

Unica voce fuori dal coro la maggioranza regionale, non senza polemiche con l'altra Amministrazione capitolina del suo stesso colore politico. «I dati tecnici su Corcolle sono a conoscenza di tutti coloro che si stanno occupando di questa situazione – ha dichiarato ieri la presidente Renata Polverini. Corcolle, tra l'altro, era uno dei sette siti individuati dalla Regione e quindi non possiamo che rimanere convinti che anche li ci sono le condizioni necessarie. Il prefetto e' andato avanti con ulteriori approfondimenti. Si e' fatto sostenere anche da organismi scientifici a cominciare da Tor Vergata, quindi credo che sara' in grado di dimostrare che quel sito e' idoneo. Altrimenti – aggiunge – coloro che in questo momento sono contrari, hanno il dovere di indicare quale e' la soluzione migliore». Il riferimento ad Alemanno ormai è alla luce del sole, visto le aspre polemiche dell'ultimo periodo. Il prefetto appare certo di una sua vittoria. «Con queste carte li convinceremo». Al di là delle singole posizioni l’ultimo baluardo potrebbe essere l’udienza del prossimo 20 giugno al Tar riguardante il ricorso della Brixia (società proprietaria del sito di Corcolle, vedi box in pagina). Ma, anche qui, il caso dell’inceneritore di Albano insegna: tutti i ricorsi sono superabili.

Carmine Seta