Fiumicino: Aerei all’amianto, esposto in procura

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Nei giorni scorsi sono state depositate due distinte denunce per chiedere chiarezza ed evidenziare eventuali responsabilità penali su quanto sta succedendo all’aeroporto di Fiumicino, dove si sta procedendo allo smantellamento a cielo aperto di nove Md80 con sospette parti di amianto e, forse, mai sottoposti a bonifica completa. L'esposto è stato presentato da cinque ex dipendenti della compagnia di bandiera e inviato, oltre che alla procura di Roma, anche all'attenzione del procuratore di Torino Raffaele Guariniello.

Nell’esposto si legge che “durante le fasi di smontaggio risulterebbe che alcuni tecnici hanno trovato, a bordo degli aerei e in alcune componenti meccaniche e strutturali, quantità di amianto tali da richiedere il fermo delle operazioni, in attesa della bonifica, così come previsto dalla normativa in materia, per poi procedere alla rimozione in sicurezza delle componenti d'amianto fino al loro completo smaltimento in discarica” e che nel recente passato “le case costruttrici di aerei hanno segnalato alla compagnia di bandiera la presenza di amianto in alcune parti meccaniche, con l'invito a una loro rapida sostituzione, ma non si hanno ad oggi notizie di certificazioni Alitalia Lai che attesterebbero la totale bonifica dell'amianto dagli aerei”. Per la Fast Confsal la questione investe direttamente il piano della sicurezza e delle tutele sul lavoro perché “vi è più di una ragione che suggerisce in modo chiaro che in passato possano aver avuto luogo esposizioni significative all'amianto di piloti e del personale di volo” che però, rispetto agli addetti alla manutenzione, “hanno avuto più difficoltà a raggiungere il riconoscimento del rischio ai fini pensionistici, nonostante siano presenti casi di mesotelioma

– tumore raro e inserito dall'Inail tra le patologie lavorative – diagnosticati a due comandanti tra il 1996 e il 2002”. Per i sindacati non una percentuale trascurabile ma un “evento sentinella” visto che la malattia, causata dall’aspirazione delle particelle d’amianto tramite i motori e la successiva immissione nel circuito di condizionamento, si manifesta in media 25 anni dopo l'esposizione. Anche il gruppo IdV al Senato ha chiesto, tramite il presidente Felice Belisario, che «si faccia subito chiarezza, anche il governo ha il dovere politico e morale di chiarire una volta per tutte se c'è o meno un allarme amianto».

Diego Cappelli

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