GIUNGLA BANCARELLE

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Il nuovo mercato di Testaccio aprirà a fine mese ed è già polemica per il riposizionamento delle bancarelle degli ambulanti nelle vie adiacenti il nuovo plateatico. «Ho ricevuto una delegazione di residenti di via Manuzio e via Ghiberti preoccupati per la decisione di far sostare sotto le loro finestre, situate al piano rialzato, dieci banchi di ambulanti a rotazione», denuncia Antonio Stampete, consigliere capitolino del Pd.

«E’ evidente – aggiunge – che una tale collocazione è sbagliata e non tiene conto del disagio creato ai residenti costretti tutto il giorno ad avere davanti ai loro appartamenti sin dalle prime ore del mattino attività commerciali che si dilungano fino al pomeriggio». Per risolvere il prima possibile il problema Stampete ha presentato una interrogazione urgente all’assessore Bordoni «per verificare – spiega il piddino – più idonee collocazioni per le aree di sosta degli ambulanti. Dai colloqui avuti con i residenti risulterebbe sicuramente più idoneo istituire gli stazionamenti su altre strade adiacenti quali: via Franklin e via Galvani. Invito pertanto la Giunta e l’assessore Bordoni a valutare altre alternative prima di addivenire ad una decisione definitiva. Soprattutto ogni decisione dovrà prendere in considerazione non solo le esigenze commerciali degli esercenti ma anche quelle dei residenti che non possono spostare altrove le loro finestre». Le preoccupazioni dei residenti solevate dal consigliere Stampete sono state raccolte dal Pdl di Roma Capitale, Alessandro Cochi. «Ho già ufficialmente chiesto al Presidente della Commissione Commercio Capitolina Ugo Cassone di discutere in commissione tale problematica», ha assicurato.

Sulla questione sono intervenuti anche Massimiliano Valeriani consigliere comunale Pd ed Emiliano Pittueo assessore Urbanistica e Ambiente municipio Roma centro storico. «Sono quattro anni che le istanze dei cittadini di questo rione non vengono ascoltate e i problemi non trovano una soluzione adeguata» attaccano «Il Mercato di Testaccio a pochi giorni dalla data prevista per lo spostamento ancora presenta innumerevoli incognite. I cittadini, gli operatori e chi per quattro anni ha lavorato per realizzare un’opera così complessa come il nuovo Mercato di Testaccio meritano più rispetto. Ci auguriamo che anche piazza Testaccio dopo il trasloco del mercato non resti un monumento all’inefficienza dell’amministrazione capitolina».