Asl RmG, è caos sui trasferimenti

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Sembra ormai una contesa senza esclusione di colpi quella tra Palestrina e Colleferro sul fronte della sanità. Dopo la ripartizione del numero di posti letto per i reparti di Neonatologia e Pediatria questa volta il nodo del contendere è il centro trasfusionale. Si tratta del servizio attivo ormai da molti anni al Parodi Delfino di Colleferro destinato a essere trasferito, secondo le indiscrezioni, al Coniugi Bernardini di Palestrina. Il motivo? Accentrare il servizio e rendere più efficienti le risposte alla popolazione.

Una scelta che non piace ai sindaci dell’area che insieme al direttore generale dell’Asl RmG si riuniranno oggi al Comune di Colleferro per chiedere chiarimenti. Non tornano i numeri, ma, soprattutto, la decisione cozzerebbe con l’imminente apertura del nuovo reparto di Rianimazione e con una tradizione associativa molto radicata nell'area Casilina. «C’é disorientamento, disorganizzazione e soprattutto confusione nel trasferimento del centro di trasfusione di Colleferro – dice il deputato del Pd Renzo Carella -. È un grave errore soprattutto per l’approvvigionamento di sangue. Se il problema è quello di garantire i tre tecnici a Tivoli, che verrebbero presi da Colleferro, non ci sarebbero difficoltà nel trovarli a est della stessa ASL e non smobilizzare una tradizione e un affetto per Colleferro».

Dal provvedimento ne trarrà un sicuro vantaggio, se i dispositivi verranno confermati, l'ospedale di Palestrina. Ma anche qui, come altrove negli ospedali della regione, non si naviga in acque calme. Dopo i reparti di Ortopedia e Chrurgia, a corto di personale, questa volta a essere preso di mira è il servizio di Dialisi che a giugno dovrebbe dimezzare il suo numero di accessi. Il condizionale è d'obbligo perchè la questione è già nota da mesi, ma era stato raggiunto un accordo sulla proroga per le "particolari" esigenze del nosocomio. Ora il tempo è scaduto e i malati sono pronti alla protesta per far sentire la propria voce. «Avevamo i posti di dialisi a Valmontone di cui l’ASL è socia, perché non si è attivata?» – commenta ancora il deputato Carella. Perché non si riprende in considerazione? Non vorremmo che dietro ciò, si celi una manovra per garantire qualche struttura privata amica degli amici. Su tutto ciò vigileremo e denunceremo questo stato di cose».

Carmine Seta