NODO DISCARICHE – SI VA A CORCOLLE

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Pecoraro ha vinto: anche Palazzo Chigi ha detto sì a Corcolle dando di fatto il via libera alla discarica "provvisoria” per il dopo Malagrotta. E se la vecchia cara "governance" ha ancora una ragione, lo Stato vince contro tutti i pareri contrari, anche se si chiamano Unesco o Mibac.

Supportato dagli studi dell'Arpa e del dipartimento di Ingegneria ambientale dell'Università di Tor Vergata, il prefetto/commissario ha scelto proprio l'area Prenestina adiacente al sito Unesco di Villa Adriana. Nei giorni scorsi Pecoraro aveva inviato la sua documentazione a Palazzo Chigi e gli uffici di Mario Monti l'avevano studiata mentre il premier era impegnato al G8 negli Usa. Poi, ieri, la lettera tanto attesa. «La Presidenza del Consiglio dei Ministri – si legge nella nota – comunica che, con nota indirizzata ieri dal Sottosegretario di Stato Antonio Catricalà al Prefetto Pecoraro, il Presidente del Consiglio Mario Monti ha confermato la propria fiducia al Commissario delegato per il superamento dell’emergenza ambientale nella provincia di Roma e gli ha richiesto di portare avanti nell’esercizio pieno dei suoi poteri il mandato conferitogli dal precedente Esecutivo. La nota del Sottosegretario Antonio Catricalà segue alla lettera con la quale il Prefetto inviava, in data 18 maggio 2012, il parere reso dal Dipartimento di Ingegneria sanitaria e ambientale dell’Università di Roma Tor Vergata sulle misure utili a evitare inquinamenti di falde acquifere nel territorio di Corcolle – si legge nel comunicato – Sono stati inoltre acquisiti due pareri dell’Avvocatura Generale dello Stato e uno del Dipartimento Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio, tutti favorevoli sul piano giuridico all’operato del Commissario. Il Presidente del Consiglio Mario Monti ha espresso il proprio convincimento che il Commissario saprà salvaguardare con le opportune opere le falde acquifere ed evitare altre forme di inquinamento dell’ambiente, assicurandosi che nella discarica venga depositato solo materiale già trattato».

Pieni poteri dunque al commissario, che a questo punto solo tribunali e procure potranno fermare. A meno che i colleghi di Monti, Clini e Ornaghi, si mettano a fare i ministri chiedendo la ridiscussione in un Consiglio allargato. E se dal governo non dovesse arrivare una soluzione, potrebbe pensarci il Campidoglio, che in fondo ha una competenza territoriale sull’area. Ma la squadra di Alemanno proprio non ne vuole sapere di discutere quella mozione Nanni che chiede il veto sul progetto, perdendo proprio ieri un’altra occasione. L’occasione invece l’ha trovata, ancora una volta, il sindaco per smentire quello che fino a oggi è stato l’atteggiamento del Campidoglio. «Credo debba esserci un'ultima riunione per capire perché è stato preferito Corcolle a Pian dell'Olmo, quali sono stati i parametri – ha detto Alemanno. Attendiamo una comunicazione ufficiale che ci spieghi questa scelta, su cui faremo delle osservazioni. Noi abbiamo già detto con chiarezza che non siamo favorevoli ad una discarica a Corcolle – ha aggiunto Alemanno – ma che riteniamo più fruibile Pian dell'Olmo. Questo non significa che vogliamo tenere un atteggiamento ostruzionista, vogliamo capire, insieme ai ministri Clini e Ornaghi, perché si preferisce Corcolle a Pian dell'Olmo. Corcolle è un sito delicato da tanti punti di vista, perciò bisogna essere molto cauti in questo tipo di scelte». Peccato che “Gianni” dimentichi quell’astensione in conferenza dei servizi di qualche mese fa, probabilmente decisiva per le sorti del territorio Prenestino.

Chi canta invece vittoria è la presidente Polverini, che ora chiede tempi rapidi per il via libera. «Non avevo dubbi che il Premier Monti continuasse a sostenere il prefetto Pecoraro, che sta lavorando bene, con grande senso dello Stato, mettendo in campo energie e competenze per evitare che a Roma si possa creare una situazione di emergenza – ha detto la governatrice. Noi abbiamo da sempre sostenuto l'attività del prefetto anche perchè ci sentiamo responsabili di aver chiesto un commissario che avesse un ruolo istituzionale. Quindi continueremo a sostenerlo, e ci auguriamo di accelerare per recuperare il tempo che con tutto questo dibattito è andato perduto. Io ho detto semplicemente che noi ci siamo concentrati in maniera eccessiva su quello che è un sito provvisorio, – ha spiegato Polverini – che noi ci auguriamo sia di brevissima durata, senza guardare invece al sistema completo dei rifiuti che da quando la Regione Lazio ha messo in campo il piano, ha la possibilità per la prima volta di trovare una soluzione definitiva». Interpellata sulla nota di Palazzo Chigi, che parla di conferire nel sito che il prefetto indicherà «solo materiale già trattato», Polverini ha risposto che «sono questioni tecniche, l'importante è andare avanti».

Carmine Seta