Casilina, cani reclusi tra rottami e rifiuti in uno sfasciacarrozze abusivo

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Gli agenti dell’Enpa di Roma sono intervenuti nella periferia est della capitale in soccorso di 18 cani da caccia detenuti "in condizioni pietose" e per una situazione d’inquinamento ambientale.

Aveva realizzato una sorta di “sfasciacarrozze” abusivo in zona Due Leoni all’estrema, periferia est della capitale, a ridosso della via Casilina, D.G. di 58 anni originario del Frusinate e titolare di un’officina meccanica. All’interno di un terreno di sua proprietà, aveva depositato 20 scheletri di automobili, furgoni e camion, molti privi delle targhe, arrugginiti e altamente inquinanti per il terreno sottostante, oltretutto a ridosso di un fosso, presenti anche cumuli di pneumatici e rifiuti di varia natura. Oltretutto D.G. aveva recluso all’interno del terreno, in baracche e sotto i rottami, 18 cani molti dei quali legati a catene cortissime, anche di 1,5 metri, ben al di sotto della vigente normativa e sicuramente per un periodo prolungato, a giudicare anche dalle pessime condizioni igieniche nelle quali gli animali erano costretti, tra fango, urina ed i propri escrementi, cibo completamente assente e acqua verdastra stagnante. Nel terreno anche maiali, capre e anatre.

Le Guardie Zoofile dell’Enpa di Roma, dopo aver richiesto l’ausilio della Polizia Provinciale e del Servizio Veterinario della Asl RmB, sono intervenute con un blitz nell’area interessata riuscendo anche a rintracciare il responsabile e proprietario del terreno e dei cani. A quest’ultimo sono state contestate le violazioni dell’articolo 256 del Decreto Legislativo n.152 del 2006 per l’abbandono dei rifiuti e dell’articolo 727 del Codice Penale per le condizioni dei cani, oltre alla contestazione di violazioni amministrative e ammende che potrebbero arrivare a circa 50mila euro. D.G. rischia anche una condanna per i reati contestati fino ad un anno di arresto. L’intera area è stata posta sotto sequestro giudiziario e sono stati apposti i relativi sigilli, a disposizione dell’autorità giudiziaria con il controllo sanitario dei cani da parte della Asl. I cani sono stati tutti liberati dalle catene all'interno del terreno.