Nodo discariche, tornano le proteste

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Sono in presidio nelle cave dallo scorso febbraio da quando è iniziato il toto nomi sul sito per la discarica destinato a sostituire Malagrotta. Hanno piazzato delle tende e c'è chi per un paio di settimane ci ha pure dormito. Siamo a Riano, nell'area del tufo, un tempo patrimonio per l'economia locale e ora territorio destinato a diventare una discarica.

Dei due siti adiacenti, Quadro Alto e Pian dell'Olmo, questa volta però, dopo gli ennesimi rinvii e polemiche, è su quest'ultimo che la politica ha voluto puntare il dito. Si tratta di un terreno di oltre un ettaro “formalmente” del Comune di Roma, ma di fatto a poche centinaia di metri dalle prime case di Riano. E' per questo che i cittadini della provincia hanno deciso di scendere in piazza, per fermare questa nuova ipotesi su cui ormai sembrano d'accordo tutti. Compreso Provincia e Campidoglio, tra i più scettici nel lungo susseguirsi di ipotesi.

Ieri sera in centinaia sono scesi in strada per una fiaccolata di protesta. Sono partiti alle 20 e 30 da via Taddeide e hanno raggiunto Largo Montechiara. «Si elimini il termine discarica dalla questione dei rifiuti nel Lazio, lo impone la civilta'. Se si continua a seguire strade vecchie e abusate – afferma Italo Arcuri, vicesindaco del Comune di Riano – non si va da nessuna parte. Il neo commissario Sottile, che insieme al ministro Clini, sara' chiamato a risolvere la questione dei rifiuti capisca che e' ora di voltare pagina. La politica, dal canto suo, con Polverini, Zingaretti e Alemanno si assuma le proprie responsabilita' e lasci vivere in tutta tranquillita' i cittadini ed i territori di Roma e della provincia, perche' errare e' umano ma perseverare sarebbe diabolico». Alla manifestazione hanno aderito anche i sindaci dell'area a nord di Roma e diversi rappresentanti del Consiglio regionale. Sei i motivi di ostacolo alla realizzazione del progetto, tutti scanditi con cori e manifesti nel corteo di ieri. Innanzitutto, come detto, l'area dista poche centinaia di metri dal centro abitato del paese (le scuole, ad esempio sono a 500 metri). Si tratta poi di un terreno altamente vulnerabile, visto che parliamo di tufo allo stato puro, con il problema delle falde acquifere e a rischio esondazione. Ma l'area è anche vincolata dal punto di vista archeologico, tanto che ci sono studi e ricerche paleontologiche, e dal punto di vista paesaggistico. «A questo punto – spiega in una nota il sindaco di Riano Marinella Ricceri – ci aspettiamo che chi di dovere escluda Pian dell’Olmo definitivamente dai siti in pole position per ospitare la discarica dei rifiuti alternativa a Malagrotta. E così si potrà finalmente dire che a Corcolle ha vinto la cultura e a Pian dell’Olmo, oltre alla cultura, anche e soprattutto la salute pubblica».

La protesta di ieri di Riano fa seguito a quella di lunedì della Valle Galeria. Ma anche Fiumicino è pronta a scendere in piazza. Il Comitato Zero Rifiuti ha annunciato per sabato 9 giugno una manifestazione a Torrimpietra. «Rinnoviamo l'invito a ministri, commissario, amministratori di Regione, Provincia, parlamentari e politici tutti – si legge nella nota. Venite a vedere cosa è veramente Pizzo del Prete».

Carmine Seta