Macchia sulla spiagga: «È benzina e olio»

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Caccia alla nave che ha inquinato la costa di Ostia. Ieri sono arrivati i risultati delle analisi eseguite sulla macchia di catrame lunga un chilometro che aveva invaso la riva all’inizio del mese. La sostanza catramosa è composta da idrocarburi leggeri, benzine e gasoli, e idrocarburi pesanti, oli combustibili densi.

«I risultati delle analisi dell'Arpa sul materiale prelevato – spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Roma, Lorenzo Savarese – avvalorano l'ipotesi che la sostanza si sia formata nel tempo, dopo che una nave cisterna in transito al largo della costa ha effettuato lavaggi ai serbatoi. Dai riscontri eseguiti nell'ultimo mese con l'ausilio delle fotografie satellitari, escludiamo che ci siano state fuoriuscite provenienti dalle piattaforme petrolifere. Proseguiremo i controlli sulle navi in transito per cercare il responsabile del danno ambientale».

Preoccupati i gestori degli stabilimenti che hanno visto arrivare a riva la marea nera. Oltre dieci gli stabilimenti coinvolti anche se l’intervento della capitaneria di porto aveva evitato il peggio. A rischio ovviamente la stagione balneare oramai alle porte. Ma, hanno ripulito il mare dalla macchia nel giro di poche ore e avviato le indagini. Impiegate numerose unità ma la caccia alla nave non si ferma. E intanto si continua con un monitoraggio costante di tutta la costa per evitare che episodi analoghi si riverifichino.

Cristina Ferrucci