Malagrotta ultima chiamata

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E' il secondo avvertimento formale sulle discariche regionali. Al terzo scatterà un provvedimento della Corte di Giustizia, parola della Commissione Europea. Ieri mattina per la crisi dei rifiuti del Lazio, e della provincia di Roma, in particolare, è arrivato il secondo cartellino giallo da Bruxelles. «La discarica di Malagrotta nella regione Lazio – si legge nella nota – contiene rifiuti che non hanno subito il pretrattamento prescritto e la Commissione è preoccupata in quanto altre discariche situate nella regione Lazio potrebbero trovarsi nelle stesse condizioni».

Chiaro l'avvertimento: garantire entro due mesi un adeguato pretrattamento dei rifiuti collocati in discarica a Roma. In caso contrario «la Commissione potrà decidere di adire la Corte di giustizia dell’Unione europea ». «Da un’indagine EU Pilot – continua la nota – è emerso che nella discarica di Malagrotta, e forse in altre discariche del Lazio, parte dei rifiuti vengono interrati senza essere prima trattati. Nel piano di gestione dei rifiuti per la regione Lazio adottato nel gennaio 2012, sono emerse contraddizioni tra la capacità di trattamento meccanicobiologico nel Lazio e il quantitativo di rifiuti prodotto nella Regione. Il deficit di capacità ammonta a più di un milione di tonnellate all’anno nella provincia di Roma. Di conseguenza, un rilevante quantitativo di rifiuti viene interrato senza subire un adeguato pretrattamento ». Già nel giugno dello scorso anno era stata inviata una lettera di “avvertimento”. Sulla normativa sembra esserci una "diversa" interpretazione. Le autorità italiane ritengono che i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati. Secondo la Commissione, invece, «il fatto di sminuzzare o frantumare rifiuti indifferenziati prima di interrarli non è sufficiente in quanto occorre un trattamento meccanico- biologico dei rifiuti per stabilizzarne il contenuto organico, processo atto a ridurre il possibile inquinamento».

Per l'Unione Europea, ed è un parere vincolante, occorre dunque il trattamento meccanico biologico prima di conferire i rifiuti in discarica. E non a caso la Regione Lazio ha accelerato i procedimenti per l'apertura di nuovi impianti, ma anche su questo fronte sembrano esserci problematiche. Il quinto impianto di Paliano è ancora in alto mare, visto anche la dura presa di posizione dei Comuni di Paliano e Anagni. Anche a Guidonia ci sono intoppi di tipo burocratico per via dell'adeguamento della discarica dell'Inviolata. Un ritardo che mette in crisi tutto il ciclo: gli impianti esistenti infatti non sarebbero sufficienti a trattare tutta la quantità di immondizia giornaliera. Secondo i numeri disponibili ogni giorno, nel Lazio vengono scaricate in discarica dalle 1500 alle 2000 tonnellate di tal quale. Roma produce ogni giorno 4500 tonnellate di rifiuti con la differenziata arenata al 24% che significa poco meno di 1000 tonnellate. Il tal quale restante è pari a 3500 tonnellate al giorno, ma nei quattro impianti di trattamento meccanico biologico ne vengono trattate ogni giorno solo circa 2100: 1400 nei due impianti Ama e 700 nei due di Malagrotta. La loro potenzialità però è di 3300 tonnellate al giorno, quindi, di fatto, gli impianti lavorano a poco più del 50% delle loro possibilità. Dalle parole della stessa commissione si evince una chiara bocciatura del piano predisposto dal duo Polverini-Alemanno.

Ieri i cittadini della Valle Galeria sono scesi di nuovo in piazza. La notizia non ha mancato di suscitare polemiche. Ieri l’aula Giulio Cesare in Campidoglio discuteva ancora di Acea disinteressandosi della questione rifiuti. La Regione si è messa invece sulla difensiva. «Questa Amministrazione – si legge in una nota – ha imposto la piena operatività dei quattro Tmb, due di Malagrotta e due di proprietà dell’Ama, dei quali fino a quel momento il Comune di Roma non aveva garantito il funzionamento a pieno regime. Così come è stato chiesto al governo di assicurare pieni poteri al commissario per l’emergenza rifiuti a Roma per realizzare immediatamente un quinto impianto di Tmb».