ORTI BIOLOGICI, contadini metropolitani

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Imparare dalla natura, stare insieme e mangiare prodotti biologi. Sono questi i bisogni che spingono i cittadini, le associazioni ed alcuni esponenti politici alla progettazione di un orto biologico. Sono oltre 100 gli spazi verdi condivisi, fra giardini e orti a opera di cittadini e associazioni che in prima persona ne curano la realizzazione e la gestione contro il degrado delle aree verdi urbane a Roma. Il primo orto urbano è partito nel giugno 2010 a Garbatella. Sono orti urbani e comunitari presenti nell'area verde tra via Rosa Raimondi Garibaldi e via Cristoforo Colombo, nel Municipio XI.

«Il nostro obiettivo – spiega Mario, coinvolto nel progetto – è quello di mantenere un modello di autoproduzione agricola in grado di smorzare le conseguenze della crisi economica. Senza dimenticare l’aspetto sociale. La terra riduce la distanza tra giovani generazioni e anziani». Da ottobre 2010 è nato l’orto di via Ardeatina, nel Municipio XI. Gli ex lavoratori Eutelia sono infatti i protagonisti di Eut-orto, il progetto finanziato e sostenuto dalla Provincia di Roma. Su un vasto spazio di circa 800 ettari, operano inoltre circa 700 studenti e molti ragazzi con disagi sociali. Ogni domenica vengono allestiti i farmer’s market con la vendita di prodotti locali. Nello stesso periodo, per combattere il degrado del Municipio IV, è partito il progetto di orti didattici nel Parco delle Magnolie.

«E’ un’iniziativa – afferma Giovanna, attivista – che consente da una parte di tutelare il verde pubblico della zona, trascurato e senza ordinaria e programmata manutenzione; dall’altra insegna ai bambini il rispetto per l’ambiente». Le prime esperienze nel territorio sono partite attraverso il lavoro di associazioni culturali e spazi sociali. Da Febbraio 2011 è presente l’orto insorto di Via degli Angeli, nel Municipio X. I residenti dei quartieri Quadraro, Vigne e Tor Pignattara curano quotidianamente il terreno, area abbandonata dell’Inps presente nel quartiere. «La peculiarità è quella di coltivare quello che mangi – aggiunge Maria del progetto – e rientrare in un processo da cui siamo stati allontanati. La natura è una grande maestra. Quello che mi ha colpito di più durante i Focus Group è che le persone più entusiasmate sono gli anziani». Nel Municipio II c’è l’orto-giardino di Valle Giulia. Il progetto, nato nel 2011, ha visto impegnati sette gruppi misti di studenti di architettura con l’obiettivo di creare un orto con prodotti di stagione, biologici e a chilometro zero. Il 30 Maggio è stata firmata un’ordinanza tra Municipio VII e la Comunità Capo D’Arco per la creazione di orti nel territorio. «Sono 33 di ben 40 metri quadri cadauno – sottolinea Moriconi, assessore all’ambiente del Municipio VII – ed è un progetto che, se ben condotto, riesce a dare da mangiare a più di un nucleo familiare ». Nel Parco di Tor Sapienza sono stati inseriti 27 orti in base ad un progetto condiviso finanziato dalla Regione Lazio. Nella scuola elementare Pirotta verranno montate due serre. «Metteremo delle piantine officinali» aggiunge Moriconi.

«Il regalo più bello per un ragazzino – evidenzia l’assessore – è farlo sbalordire con le piccole cose». L’Orto Sociale Parco Biavati in via delle Palme sta portando avanti un campo biologico. «L’iniziativa è partita a Luglio 2011 come orto botanico per le scuole» spiega Marco, rappresentante del Comitato di Via Chiovenda. «Abbiamo – continua – delle piante di melanzane, aglio, fagiolini, zucchine, pomodori, cetrioli, meloni, basilico, sedano, cipolla, bieta, insalata e peperoni. I bambini che hanno visitato l’orto si sono appassionati da subito». In questi giorni sta partendo un progetto di orto condiviso a Casale Falchetti su Viale della Primavera. Dalle analisi del terreno sono emersi dei livelli di piombo leggermente più alti della media. «La questione dei metalli pesanti – chiariscono i rappresentanti del Laboratorio Autogestito 100 Celle – è un problema comune in città e non solo. A tal proposito – concludono – abbiamo adottato la fitoestrazione, un metodo di depurazione basato sull’utilizzo di piante».

Agostina Delli Compagni