Si va a Pian dell’Olmo

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Il prefetto ha deciso e questa volta in maniera definitiva dopo la prima scelta, poi scartata, del dimissionario Pecoraro. Ora c’è infatti l'accordo di Comune, Provincia e Governo (con tutti i suoi ministeri) sul sito per il dopo Malagrotta: la nuova discarica sorgerà a Pian dell'Olmo. E poco importa se c'è qualcuno che storce la bocca.

A cominciare dai cittadini, che ieri si sono esibiti in una vera e propria rivolta contro le istituzioni. La protesta era partita già domenica con una dimostrazione nel sito indicato (vedi box in pagina) dopo le indiscrezioni trapelate dalle agenzie stampa ministeriali. L'ufficialità è arrivata solo nel primo pomeriggio di ieri in occasione del vertice al ministero dell'Ambiente. Un annuncio accolto con grida, urla e fischi tanto da costringere il neo prefetto Sottile a sospendere la conferenza stampa per alcuni minuti. «Non mi devo vergognare di nulla – la replica del prefetto- commissario – perche' tra i siti che mi sono stati proposti questo ha le caratteristiche. Faremo tutti i doverosi accertamenti. Io sono commissario dal 25 maggio e non avevo da quella data il tempo per farli. Sono stati fatti degli accertamenti molti severi, quelli che prescrivono le nostre normative nazionali e comunitarie. Questa riunione e' stata importante perche' anche con Clini ci siamo intesi su come comunicare con l'Europa, che e' molto attenta e sta mandando segnali molto forti sulle nostre carenze, per non dire inadempienze». Restano da verificare gli spazi effettivamente a disposizione per gestire l'intera emergenza. Scontata la proroga di Malagrotta, ma Sottile ha precisato che quella di Pian dell'Olmo sarà soltanto una discarica «provvisoria». Fino a quando? «Non so, non posso ancora dirlo» – ha spiegato il prefetto. «Questa discarica e' una discarica provvisoria – ha aggiunto – ha una capacita' limitata rispetto gli altri siti e l'impegno sara' attraverso il potenziamento Tmb. Va detto a chiare lettere che una discarica se ben gestita non arreca nocumento. Deve essere ben gestita e controllata, del resto ovunque si va ci sono proteste».

Dubbi anche sui tempi. Pecoraro scartò l'area proprio per la «complessità dell'intervento », ma Cerroni, proprietario del sito e di Malagrotta, aveva assicurato «tempi celeri». E se lo dice lui, forse, c'è da credergli. Servirà però un largo consenso affinchè tutto fili in modo liscio e per ora l'intesa sembra lontana. Si va verso lo scontro e non parliamo solo di quello opposto dalla comunità locale, che ha annunciato un presidio a oltranza. Ci sarà battaglia anche nelle aule di tribunale. «Da oggi solo barricate – afferma, in una nota, il senatore dell’Idv Stefano Pedica. La decisione del commissario Sottile è vergognosa perché non si fonda su una seria analisi, ma su carte false. Siamo pronti a piantare la ‘tenda della legalità’ per presidiare il sito e impedire la costruzione della nuova discarica. Nei prossimi giorni presenterò un esposto alla Procura della Repubblica dimostrando, con dati alla mano, che si è trattato di una scelta scellerata ». Al problema di salute, sollevato dagli abitanti, si affianca poi anche la questione occupazione per via della vicinaza delle aziende estrattive della Tiberina. Dopo le divisioni istituzionali, ora troviamo scudi anche all'interno degli stessi partiti. In giunta regionale, per esempio, l’assessore agli Enti locali e politiche per la Sicurezza, Giuseppe Cangemi ha posto un preciso veto politico. Ma anche la Polverini, ieri in silenzio, non sarà proprio felice di affidare un’altra area per i rifiuti al “solito” Cerroni. Più disteso il clima in Campidoglio e a Palazzo Valentini. «Finalmente dopo mesi di indecisione da parte del sindaco Alemanno e della presidente Polverini il Governo ha individuato il sito di Pian dell'Olmo, area che da settimane indicavamo come possibile soluzione temporanea – ha detto il capogruppo del Pd al Comune di Roma Umberto Marroni. Una discarica temporanea dove non dovrebbe, secondo noi, essere conferito il tal quale, ora è, infatti, necessario recuperare il tempo perso, a causa della confusione del centrodestra, puntando sulla raccolta differenziata e sull'impiatistica evitando così di condannare Roma ad una logica di discarica permanente e mettendo in atto una seria politica che trasformi il rifiuto in risorsa».

Servirà così una maggiore raccolta differenziata per sopperire a quelle tonnellate (ancora imprecisate) di rifiuti che resteranno fuori dal nuovo sito. Una sfida che ha ben raccolto il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che nei suoi Comuni ha raggiunto un vero e proprio record nazionale. Non si può invece dire così di Roma, ferma al 24%, che beneficerà però di un super investimento da dieci milioni. Dopo la scelta del sito il prossimo nodo che dovrà affrontare il prefetto Sottile sarà la localizzazione del quinto impianto di trattamento maccanico biologico chiesto dall’Unione Europea. Dovrebbe sorgere a Paliano, in località Castellaccio, ma qui le Amministrazioni comunali hanno già detto di no. Ritardi su ritardi sono stati invece accumulati su quello di Guidonia per via dell’adeguamento della discarica dell’Inviolata. Con una differenziata così e così e il ritardo sugli impianti industriali qualcuno ha ipotizzato che dovrà essere scelta una seconda discarica “di supporto”, magari all’interno delle aree militari, per non far torto e favori a nessuno. I calcoli precisi verranno resi noti, probabilmente, nei prossimi giorni. Dubbi che tutto si risolvi in due mesi, il tempo chiesto da Bruxelles per l’adeguamento del ciclo dei rifiuti. Solo Monti a questo punto potrebbe convincere l’Europa a chiudere un occhio sulla questione Lazio, perchè in queste condizioni, a giugno, con l’emergenza alle porte, la regione non può farcela.

Carmine Seta