LA GUERRA DEI RIFIUTI

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Centinaia di persone incatenate davanti al sito, due vie bloccate e momenti di tensione con le forze dell'ordine. Sono solo i primi effetti di una protesta a oltranza che assumerà col passare dei giorni una resistenza simile a quella della Val di Susa, assicurano i manifestanti di Riano. Subito dopo l'annuncio del prefetto una decina di cittadini ha occupato la via Tiberina. I manifestanti hanno trascorso la notte in strada. La polizia stradale e la polizia municipale hanno deviato il traffico su altre direttrici come via Salaria.

Stessa situazione anche sulla via Flaminia ad opera di una decina di rappresentanti dell'associazione Casapound. «L'immondizia uccide », si legge in uno degli striscioni. «Questo posto sta per essere invaso da una gigante discarica – ha detto Andrea Antonini, leader di CasaPound, rivolgendosi alle numerose auto in coda – Il commissario straordinario sta decidendo di rovinare ed uccidere un intero territorio, per altro già gravato da numerose piaghe». Altri hanno messo in atto uno sciopero della fame. «Andremo avanti finche' Clini non rispettera' la legalita' e la Costituzione – dice la signora Gabriella, una delle donne che si sono incatenate – Ci fidavamo di Clini e invece oggi a Riano siamo in lutto. Non ce ne andremo finche' il ministro, o chi per lui, non verra' qui a farci sapere qualcosa. Siamo noi nella legalita', stiamo solo difendendo il nostro territorio». Incatenata vicino a lei Cristina Venti, consigliere comunale di Riano: «Giocano con la vita di 160.000 persone, ma io allora preferisco morire di fame piuttosto che di tumore». A digiuno, nel vicino paese di Castelnuovo di Porto, anche un ragazzo disabile, Domenico Aldorasi, che ha postato un video su Facebook.

C'è chi ha lasciato poi il lavoro. Bruno Ghetti, uomo "simbolo" della protesta, è incatenato al cancello della cava. Pensionato, meccanico di mezzi agricoli, poi una carriera come sindacalista Cgil dei braccianti, Ghetti abita a 250 metri dal sito. «Ma sia chiaro – specifica – che non e' il problema di Bruno Ghetti, ma il problema del popolo di tutta Riano. C'e' un borghetto qui vicino, ad esempio, che dista 150 metri dalla cava. Clini ci aveva tranquillizzati quando disse che quest'area, come segnalato dall'autorita' di bacino, non era idonea a causa delle difficolta' di coibentazione del tufo. Ora che succede? Inoltre la cava e' piccola, durerebbe poco come discarica, e non vorremmo che fosse un modo per aprire la strada all'utilizzo di Quadro Alto che dista da qui circa 500 metri». Ieri i sindaci della Valle del Tevere hanno chiesto un incontro al presidente Giorgio Napolitano.